Processo Carige: con Berneschi nel Cda c’era comitato d’affari

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carige berneschi-polizia
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L’ex presidente di Carige Berneschi esce dal suo ufficio ed entra in un’auto della polizia giudiziaria

GENOVA. 29 GEN. Secondo un ispettore della Banca d’Italia, chiamati negli anni scorsi a verificare i conti Carige, all’epoca della presidenza di Giovanni Berneschi la banca genovese era praticamente “decotta” e nel Cda c’era un comitato d’affari.

La dichiarazione è stata confermata e ripetuta oggi in Tribunale dal funzionario di Bankitalia, chiamato a testimoniare dal pm nel processo a carico dell’ex presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi. L’ex numero uno dell’istituto di credito è accusato, con altri sette, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.

A un certo momento, Carige fu sottoposta a doppia ispezione e nel secondo controllo, gli esiti furono anche peggiori del precedente. Secondo il testimone, tra le tante perplessità ve ne fu una che scandalizzò pure i soci francesi: Berneschi, pur essendo stato designato presidente dalla Fondazione Carige, nel consiglio d’amministrazione votava spesso con i “pattisti”. Ossia con quelli che venivano considerati come un comitato d’affari, nel quale erano presenti i rappresentanti di vertice di società che avevano debiti con la banca. Berneschi, in sostanza, secondo questa ipotesi si sarebbe messo d’accordo con loro. Il processo continua per far luce sulla realtà dei fatti accaduti in Carige.

 

 

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