Home Politica Politica Genova

Presidente Pari Opportunità a Tursi: quote rosa? Sbagliate. Boldrini non è esempio da seguire

14
CONDIVIDI
Francesca Corso (Lega)

GENOVA. 24 LUG. Appena eletta presidente della Commissione Pari Opportunità a Tursi, ha già messo le cose in chiaro, attaccando pure l’Accademia della Crusca, che sull’onda dell’era boldriniana ha cambiato le desinenze delle parole italiane.

“Per favore – spiega la leghista Francesca Corso – non chiamatemi consigliera, ma semplicemente consigliere. Si è sempre detto così e non si capisce per quale ragionevole motivo ci si debba sentire offese.

Infatti, non bisogna per forza esaltare il sesso femminile. Nel momento in cui la donna viene distinta e privilegiata rispetto agli altri, la si discrimina. Siamo tutti uguali e trovo le quote rosa ingiuste.


Chiunque deve distinguersi unicamente per le proprie capacità e competenze, senza l’aiuto di nessuno.

Non ho mai condiviso, né celebrato la festa della donna perché la donna deve essere rispettata tutti i giorni così come devono essere rispettati gli uomini. Tali e quali.

Laura Boldrini? Non mi piace per nulla e non è un esempio da seguire”.

 

14 COMMENTI

  1. Signor consigliere, resta da chiedersi perché mantenere questo assessorato alle pari opportunità visto che non condivide nessun principio che ne sta alla base, però le è utile o comodo per essere assessore. È un esempio di quota rosa per stare in giunta, senza dare rilevanza ai contenuti… come abbiamo già visto per tante cariche concesse alle donne, vuote e senza portafoglio. Coerenza vorrebbe lei rinunciasse per dedicarsi allo studio della lingua italiana, visto che sta sfidando la Crusca con ben povere argomentazioni.

  2. Anche io la penso come questa donna è la stimo perché ha coraggio di esporsi dichiarando le sue idee anche se vanno contro gli interessi di chi ottiene privilegi con le quote rosa.

  3. Egregio consigliere, seguendo il suo ragionamento dovrebbe lasciare la Lega e dedicarsi al Lego, sarebbe più coerente.

  4. Signora consigliera, in italiano il genere è attribuito su base referenziale quando il referente è animato, e a me lei sembra animata, anche se non da spirito particolarmente incline agli ideali che dovrebbero guidare l’operato del suo assessorato. Il fatto che lei sia donna mi pare “ragionevole motivo” per declinare al femminile gli elementi del discorso a lei coreferenziali.
    Non si tratta di “esaltare” il genere femminile, ma di riconoscerlo come esistente a fianco a quello maschile. Di solito si chiamano… Pari Opportunità, conosce?

  5. Finalmente una donna-donna, senza stereotipi tipici di quelle pseudo donne che, prima discriminate dai maschietti, ora si vendicano discriminando l’altro sesso. Brava, e anche intelligente, visto che rifiuta i neologismi boldrignani senza alcun costrutto ! Spero solo che non si lasci invischiare in certi gruppi cosiddetti “femminili”, che tutto dimostrano tranne femminilità. Buon lavoro, assessore !

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here