PRESENTAZIONE LIBRO POESIE DI ALESSANDRA VINOTTO

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alessandra vinotto

alessandra vinottoGENOVA. 9 GIU. Venerdì 12 giugno 2015 alle 18.15, nella Sala Camino di Palazzo Ducale, Art Commission presenta: “Poesie dalle Terre di mezzo” il libro di Alessandra Vinotto (Editorialdeloimposible 2015). La presentazione è a cura del giornalista Stefano Bigazzi, mentre l’attrice Franca Fioravanti leggerà alcune poesie accompagnata dal violino di Angela Zapolla.

Poesie dalle Terre di mezzo” è opera prima dell’autrice, che conosciamo anche come affermata fotografa, ma non si tratta di una silloge recente. Le poesie infatti sono state scelte tra quelle composte nel corso di una vita intera, rimaste inedite sino a gennaio 2015 quando l’editore e poeta Alessandro Prusso, ha proposto ad Alessandra Vinotto di renderle pubbliche. Le liriche, che prediligono il verso libero, toccano sapientemente i temi più svariati, dall’amicizia al sesso, dal dolore all’amore, sebbene però siano legate tutte dal fil rouge della natura: il genius loci delle montagne che da sempre ispira l’autrice.

“Le “Terre di Mezzo” di Alessandra Vinotto sono abitate dall’energia che si sprigiona tra le immagini o le poesie evocate e i suoi versi. – scrive Claudio Pozzani, direttore del Festival Internazionale di Poesia di Genova- Terre quiete e sensuali, il cui limine è impercettibile, ma dove enorme è il sentimento del Tempo e la differenza esistenziale tra chi non lo trova e chi invece lo protegge e lo vive come un lusso prezioso e ricercato. Il libro ha la sua qualità più grande in un ossimoro dato da una leggerezza che lascia un’impronta, quasi come se i suoi versi sfiorassero immagini, frasi, pensieri lasciandovi però il loro profumo riconoscibile.

 

L’autrice gioca apertamente con il suo personale Pantheon, dando vita a veri e propri dialoghi con i poeti che l’hanno ispirata. Le terre di mezzo sono, per Alessandra Vinotto, quel luogo dell’anima dove “Se anche tutte le mie frenate resistenze/ si sciogliessero ora,/ fattami tronco e fronde/ mossa dalla brezza,/ il paradiso non sarebbe/ più prossimo di adesso.”

FRANCESCA CAMPONERO

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