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PRESENTAZIONE DEI NUOVI ARRIVI DELLE CAMICIE MODELLO GENOVA, AL “SALOTTO DI ENRICO”

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PRESENTAZIONE DEI NUOVI ARRIVI DELLE CAMICIE MODELLO GENOVA, AL SALOTTO DI ENRICO

i Soziglia 58 r (tel. 349/66.45.716). Per l’occasione sarà allestita una vetrina speciale per mostrare i nuovi capi e ogni acquirente riceverà, insieme alla camicia, una sorta di “carta d’identità” del capo di abbigliamento, con tanto di misure dettagliate, data di fabbricazione e peculiarità.
Una foggia, il modello Genova, ideata e creata dal titolare, Enrico Madeddu nel 2000: “Sono partito dal modello che preferivo, ovvero quello col colletto a punte aperte, detto “alla francese” anche se nato in Inghilterra, ideato dal duca di Windsor – spiega Enrico Madeddu. Che ha aperto “Il Salotto di Enrico” nel 1997 -. In seguito, mantenendo questa caratteristica, ho apportato varie modifiche alla foggia della camicia ed ai particolari”. Il modello Genova è il marchio di fabbrica del negozio, specializzato in camicie e cravatte, rigorosamente artigianali, ed è affiancato da altri modelli differenti per colletto e foggia della camicia, che prendono tutti il nome di una località ligure: Rapallo, Imperia, Boccadasse, Varazze. “La moda a livello nazionale spesso non ricalca la tendenza in voga a Genova – dice Madeddu -. Ma essendo Genova la mia piazza di vendita, avevo bisogno di creare un modello che fosse svincolato dalla produzione su larghissima scala”. Ecco che, piano piano, a partire dal modello base, il “Genova” subisce delle trasformazioni, che, se possibile, lo “genovesizzano” ulteriormente: “La lunghezza e la larghezza di una camicia vengono sempre calcolate dalla ditta produttrice in relazione alla numerazione del collo – spiega Enrico Madeddu -. Ovviamente il calcolo tiene conto di una media su scala italiana, ma qui non siamo né in Valle d’Aosta né in Puglia: siamo in Liguria. Per questo ho deciso di attenermi a dimensioni e rapporti colletto-ampiezza-lunghezza che rispecchiassero le esigenze dei genovesi”. Niente più spalle troppo larghe o camicie ce “sbuffano” dai pantaloni: il modello “Genova” assottiglia le forme,e diventa un passepartout dalla mattina, in ufficio, fino alla sera, a cena fuori. Alla foggia asciutta Madeddu aggiunge anche un altro dettaglio caratterizzante: il polsino squadrato a 45°, particolare in quanto deve essere punzonato e ripiegato su se stesso quattro volte, a differenza del polsino arrotondato: “Penso sia un’ulteriore dimostrazione della cura e dell’attenzione che “Il Salotto di Enrico” ha per i dettagli – dice Madeddu -. Una ricercatezza tipicamente artigianale”. Ma nel 2004 arriva un’altra modifica del modello Genova: il terzo bottone intermedio, sotto il colletto: “La camicia, se indossata senza cravatta, – spiega Madeddu – resta in parte sbottonata e si possono rischiare due estremi: l’impiccato, eccessivamente abbottonato, o il petto troppo nudo. Col terzo bottone intermedio si ovvia al problema”. Inoltre le camicie industriali hanno i tre bottoni sotto il collo in asse, mentre il modello Genova ha il primo bottone in alto con l’asola spostata a ridosso della ribattitura del collo, in modo che non il lembo della camicia non si pieghi formando la classica, antiestetica, linguetta. Altra caratteristica: l’assenza della ribattitura del cannoncino davanti, perché, al momento del lavaggio, filo e tela non si restringano in percentuali diverse (come è normale che accada) e la cucitura davanti si trovi a dare l’idea di “tirare”. Per determinare l’anno di produzione della camicia Genova si deve guardare il colore dell’ultima asola: quelle del 2002 sono rosse, del 2003 blu, del 2004 gialle, del
2005 verdi e quelle del 2006 arancioni. Altre due caratteristiche fondamentali del modello Genova sono: le iniziali ricamate sulla tunica o sul polsino, che portano avanti una tradizione di genovesità contraddistinta proprio dalle iniziali del nome e del cognome ricamate sulla camicia, e il ricamo dello scudo della repubblica marinara.
“Il salotto di Enrico”, inoltre è fornitore ufficiale delle cravatte e delle camicie della squadra del Genoa, ormai da diversi anni.

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