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Preoccupazione a Genova per corteo antifascista

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Preoccupazione per corteo antifascista di domani a Genova

GENOVA. 29 GIU. Il passaggio di Genova alla destra con l’elezione del nuovo sindaco nella persona di Marco Bucci non è stato digerito dalla sinistra più radicale e dagli antagonisti che hanno organizzato per domani, venerdì 30 giugno un corteo lungo le strade della città.

Inoltre CasaPound sta per aprire la sua sede a Genova e, probabilmente, lo farà in via Armenia, nei pressi di piazza Alimonda dove durante il G8 rimase ucciso Carlo Giuliani.

Per qualcuno si tratta di una vera e propria provocazione. Così antagonisti ed antifascisti genovesi hanno deciso di fare una manifestazione “contro ogni organizzazione fascista e razzista, contro il decreto Minniti e il Daspo urbano per la solidarietà ai migranti contro le frontiere”.


La scelta della data non è casuale, infatti 57 anni fa, il 30 giugno 1960, a Genova l’allora governo democristiano Tambroni aveva consentito all’Msi di organizzare in città il proprio congresso al Teatro Margherita, cosa alla quale si erano opposti i rappresentanti locali di Pci, Psdi, Pri e Psi: Genova era la città simbolo della resistenza dell’ultima guerra, medaglia d’oro per la Resistenza ed un congresso del Movimento Sociale Italiano non poteva svolgersi, proprio in quella città.

Ma facciamo un passo indietro. Il 2 giugno del 1960 il senatore comunista Umberto Terracini, nel giorno della festa della Repubblica, durante un comizio a Lumarzo, invitò le forze che si rifacevano ai valori della Resistenza ad organizzare una riunione contro il congresso del Msi.

Qualche giorno dopo ci fu la pubblicazione, sulla pagina locale de L’Unità, di una lettera-appello scritta da un operaio, in cui si chiedeva che la città prendesse posizione contro il congresso.

Ed ancora, nei giorni precedenti al 30 giugno, i rappresentanti locali dei partiti comunista, radicale, socialdemocratico, socialista e repubblicano, organizzarono degli incontri e dei cortei che vennero a contatto con le forze dell’ordine.

In particolare Il 28 giugno venne indetta una manifestazione di protesta, alla quale parteciparono circa 30.000 persone che furono ‘infiammate’ dalle parole de ‘u brichettu’ Sandro Pertini.

Il 29 giugno la Camera del Lavoro cittadina indisse, infine, uno sciopero generale nella provincia genovese per la giornata del 30, dalle 14 alle 20, a cui si sarebbe aggiunto un corteo per le strade della città, mentre il presidente dell’ANPI invitò tutti gli iscritti a partecipare alla manifestazione.

Così il 30 giugno, mentre era in corso il congresso dell’Msi nell’allora Teatro Margherita, si svolse una contro-manifestazione con corteo per le strade di Genova.

Dapprima non ci furono incidenti, malgrado la tensione palpabile. Il corteo partì da piazza dell’Annunziata, proseguendo per via Cairoli, via Garibaldi, via XXV Aprile, piazza De Ferrari, via XX Settembre, passando davanti al sacrario dei caduti, per poi terminare in piazza della Vittoria, dove si svolse un comizio del segretario della Camera del Lavoro.

Al termine della manifestazione il corteo si disperse, ma una parte dei manifestanti risalì verso piazza De Ferrari, passando davanti al teatro Margherita, presidiato dai carabinieri e giungendo in piazza De Ferrari, dove erano presenti alcuni mezzi della polizia.

Ed è qua che manifestanti e polizia entrano in contatto. Dopo alcune schermaglie, lo scontro diventa aperto con i manifestanti che sdradicano alcuni cartelli stradali e da un cantiere vicino vengono presi alcuni cavalletti di protezione e delle pietre.

La polizia risponde con i lacrimogeni e caricando; alcuni mezzi vengono dati alle fiamme.

I manifestanti sono poi in fuga nel centro storico con le forze dell’ordine che inseguono che, una volta nella ‘città vecchia’, vengono colpiti dall’alto con pietre e vasi.

Si cerca una mediazione e alla fine si riesce: il bilancio è, però, di 162 feriti tra gli agenti e circa 40 feriti tra i manifestanti.

Il giorno dopo il congresso dell’Msi al Teatro Margherita viene annullato.

A Genova, venerdì 30 giugno 2017, il corteo partirà da piazza Alimonda alle 19 ed attraverserà il centro di Genova terminando intorno alla mezzanotte.

“Oggi – si legge su Facebook e sui manifesti apparsi in città – in tutta Europa partiti e movimenti che diffondono intolleranza, razzismo e omofobia, prendono spazio e legittimità. Genova non fa eccezione: il 30 giugno del ‘60 non può allontanarsi come memoria lontana e sbiadita, ma deve essere una stella luminosa da seguire per chi non si rassegna all’allargarsi del baratro”.

Per questo c’è una certa preocupazione per le possibili tensioni che potrebbe generare il corteo. Già domenica sera in piazza De Ferrari, al momento dell’elezione del nuovo sindaco c’erano state delle tensioni.

Mesi fa, a Genova Sturla durante la riunione di alcuni movimenti neo-fascisti provenienti da tutta Europa, si era svolto un altro corteo antifascista con la manifestazione che si era svolta in modo abbastanza pacifico.

L’evento su Facebook di venerdì 30 giungo: https://www.facebook.com/events/620242298164785/

168 COMMENTI

  1. dopo che hanno devastato Genova per anni questi di sinistra ora rompono le balle??un consiglio andate via se non vi piace stare a Genova, andate in citta’ di sinistra,che mi sa’ tanto a breve saranno sempre meno

  2. Ma ancora con il fascismo? Ma per favore sono passati 70 anni è giunto il momento di guardare al futuro, e non si può attaccare il vincitore con questi mezzi, è veramente ridicolo

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