Poste multilingue per gli arabi, ma non per i turisti tedeschi

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In piazza Cavour, a due passi Acquario e Porto Antico, aperto l'ufficio postale multilingue, dove si parla italiano, inglese, francese, arabo e spagnolo, ma non il tedesco
In piazza Cavour, a due passi Acquario e Porto Antico, aperto l'ufficio postale multilingue, dove si parla italiano, inglese, francese, arabo e spagnolo, ma non il tedesco
In piazza Cavour, a due passi da Acquario e Porto Antico, aperto l’ufficio postale multilingue, dove si parla italiano, inglese, francese, arabo e spagnolo, ma non il tedesco

GENOVA. 7 MAR. Immigrati arabi e spagnoli “ok”, turisti  tedeschi “raus”. Gli addetti agli sportelli delle Poste parlano italiano, inglese, francese, spagnolo e l’arabo, ma non il tedesco. Oggi in piazza Cavour , cuore turistico della città a due passi dall’Acquario e dal Porto Antico, mete preferite dai crocieristi, è stato inaugurato il primo ufficio postale multilingue per i “foresti”, ma non per i turisti di Svizzera, Germania, Austria, che a Genova portano soldi e sono in aumento.

L’ufficio al 35 rosso è stato scelto per attuare il “Progetto multilingua” di Poste Italiane, nato per favorire il processo di integrazione degli immigrati in Italia. Nella sede operano cinque dipendenti: due italiani, due marocchini, che oltre all’arabo parlano anche l’inglese e il francese, e uno ecuadoriano che parla lo spagnolo.

 

12 COMMENTI

  1. Premesso che la foto non è dell’ufficio postale in oggetto, i turisti tedeschi, svizzeri ecc. che “portano denaro” portano con loro anche una naturale capacità di dialogare almeno a livello scolastico in inglese, francese e perchè no, spagnolo. Non ho mai, e ripeto mai, sentito un tedesco o uno svizzero lamentarsi perchè la propria lingua non viene presa in considerazione. In compenso leggo questi articoli e mi domando se chi li ha scritti ha immaginato il turista danaroso recarsi nell’ufficio postale in cerca di chissà quali servizi piuttosto del regolare immigrato residente in zona e mi chiedo se tanta fantasia e noncuranza delle statistiche non potrebbero essere indirizzate verso attività umanistiche più consone, come romanzi di fantascienza, per esempio.

  2. Davide Chella: premesso che nell’articolo di LN non si dice da nessuna parte che la foto a corredo corrisponde all’ufficio di piazza Cavour. Lei prima legge a scrocco e poi insulta il giornalista di LN con frasi senza senso, solo per partito preso. Complimenti. Secondo lei gli “immigrati regolari residenti in zona” di lingua araba, inglese, francese o spagnola, sono così poverini, retrogradi, ignoranti, con scarsa capacità di apprendimento, da non essere in grado di “dialogare almeno a livello scolastico” in un’altra lingua rispetto a un turista tedesco? Non dica sciocchezze. Gli immigrati sono intelligenti come gli altri, più propensi a parlare una lingua straniera rispetto a noi liguri e girano tutti col telefonino di ultima generazione. Le Poste, in una zona accanto all’Acquario, hanno pensato più all’accoglienza degli immigrati che allo sviluppo turistico della nostra città. Tra i due italiani impiegati, avrebbero potuto sceglierne uno che parla tedesco. Tutto qui. Peraltro, risulta anche a me che i turisti di lingua tedesca siano in aumento. Tuttavia, in passato ne ho conosciuti alcuni che, al contrario di quanto sostiene lei, si lamentavano perché in Liguria in pochi parlano la loro lingua e non trovavano informazioni in tedesco. Anche per tale motivo, preferivano andare in vacanza e spendere i loro soldi in altre regioni italiane, come quelle sull’alto Adriatico, di gran lunga più brutto del nostro meraviglioso mar Ligure, ma dove per loro l’accoglienza è migliore perché la loro lingua è più diffusa. L’articolo di LN, pertanto, è azzeccato e concreto. Altro che fantascienza come dice lei.

    • “premesso che nell’articolo di LN non si dice da nessuna parte che la foto a corredo corrisponde all’ufficio di piazza Cavour. Lei prima legge a scrocco “……. Mi sono fermato qui, appena dopo il compianto congiuntivo ed il concetto di “scrocco” applicato arditamente ad una pagina facebook libera. Comunque divertito, grazie.

  3. Effettivamente come Davide mi domando quali servizi possano essere richiesti da un turista tedesco o svizzero in un ufficio postale. Trasferimenti di denaro no, cambio valuta neppure, servizi telefonici non parliamone, gadgets improponibile…. informazioni difficile perché non ne percepiscono il ruolo istituzionale, documentazione o pratiche burocratiche manco…. insomma…. ma che ci dovrebbero entrare a fare?

  4. Davide Chella: Non sono per la morte del congiuntivo. Ci mancherebbe. Il verbo “dire” regge perfettamente l’indicativo. Ho espresso certezza e obiettività, rispetto alla sua inutile osservazione che non risponde al vero. Pertanto, ho scritto in italiano corretto. Il concetto di redarguire chi legge a scrocco le notizie di una testata giornalistica, veicolate pure su Facebook, e poi fa commenti negativi solo per partito preso insultando chi lavora e ci fornisce informazioni gratis quotidianamente, non è ardito, ma pertinente perché occorre rispetto per gli altri. Andare a cena gratis, peraltro non invitati, papparsi il pesto alla genovese anziché il cous cous e poi insultare la cuoca che si è data da fare, è sintomo di maleducazione e mancanza di rispetto per gli altri. Si vada a divertire sul sito dell’Accademia della Crusca, dove scrivono persone più erudite di me. Forse imparerà qualcosa.

    • Non capisco l’esigenza reiterata di un nuovo post ad ogni intervento, il thread si inquina. Tasto “rispondi” e via la paura. Nel merito, tutto opinabile, la parte in cui è sita la verità così come l’utilizzo dell’indicativo. Si chiamano social network ed è una jungla, con variegata fauna sia nei territori di chi commenta che in quelli di chi scrive articoli. Si tratta solo di accettarne le regole, pro e contro e farne tesoro ogni volta che si sbaglia, perché si può sbagliare eh? Saluto con questo intervento e non interverro’ più in questo thread perché la discussione non offre più alcuno spunto costruttivo e si è incancrenita in uno scontro interpretativo della netiquette e logistico evidentemente di origine generazionale che non vede in questa sede la sua piazza più appropriata. Buona vita.

  5. Genoa Forza: Forse non ha capito il senso della notizia di LN. Le Poste Italiane hanno pensato più all’accoglienza per gli immigrati e meno a quella per i turisti. In sostanza, hanno fatto i loro interessi, anziché quelli della città e dei genovesi, ma hanno propagandato l’iniziativa come se fosse stata progettata nell’interesse dell’intera collettività. In una zona frequentata da turisti, sarebbe stato meglio impiegare anche uno sportellista in grado di parlare pure tedesco. Non sarebbe costato nulla e avrebbe contribuito un minimo allo sviluppo turistico di Genova.

    • Io nel lancio ANSA leggo che l’iniziativa è volta a favorire il processo di integrazione, che poi quest’ultimo voi lo condideriate interesse o meno della collettività è affar vostro e del vostro orientamento politico e sociale. Le Poste non sono una Onlus ed avranno valutato in termini meramente statistici quali gruppi agevolare. Il compito della promozione turistica spetta alle pro-loco ed al Comune in genere se non erro.

    • Appunto. Non spetta alle Poste Italiane fare iniziative volte a favorire il processo di integrazione, che invece devono pensare a fornire un servizio utile all’intera collettività, soprattutto in una zona turistica. Spetta invece al Comune fare pressioni sui vari enti, e quindi anche sulle Poste Italiane, per favorire lo sviluppo turistico della città. Il giornalista dell’Ansa ha evitato di mettere in risalto quello che invece è stato giustamente messo in risalto nell’articolo di LN. Vedo che continua a non capire. Ma tanto è inutile.

    • Poste italiane mette in atto decisioni che ritiene utili al proprio business e lo fa avendo come giudice il mercato. Il mercato in centro storico in un ufficio postale lo fanno i propri clienti in essere o potenziali, ergo le minoranze linguistiche che hanno supportato. I turisti tedeschi in cerca di un ufficio postale quanti potranno essere rispetto ai soggetti realmente interessati?
      Io ho capito benissimo, state contestando ad un privato di investire i suoi soldi pensando solo al proprio interesse e non al turismo genovese, ma ripeto, non è compito delle poste italiane ed a dire se sarà stato un errore ci penserà il mercato decretando il successo o meno della iniziativa. A poste italiane l’integrazione fa gola perché è un bacino di potenziali clienti interessantissimo e lì investe. Se ritenesse che i turisti gli possano portare un reddito interessante state tranquilli che investirebbe pure su di loro.

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