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Porto Savona, dopo Genova passaggio consegne Miazzi-Signorini

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Il passaggio delle consegne al Porto di Savona

SAVONA. 8 DIC. Dopo il passaggio formale delle consegne tra Pettorino e Signorini per il porto di Genova, ieri mattina c’è stata quella tra l’ultimo presidente dell’Autorità Portuale di Savona – Vado Ligure, Gianluigi Miazza, e il primo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini.

Nel salone del Comitato, dopo una prima riunione di presentazione con una rappresentanza dei dipendenti di Ap Savona, Miazza e Signorini hanno sancito con una stretta di mano la fusione delle due realtà amministrative che da oggi si presenteranno come  AdSP, con l’obiettivo di mettere a sistema” energie e risorse dei porti di Genova e di Savona.

“La realtà di Savona è molto chiara e ordinata e molto ben gestita – le prime parole del neo presidente Signorini  – Nella fusione sarà importante mantenere questa chiarezza e questo assetto di governance abbastanza moderno. La riforma ha tratteggiato le caratteristiche generali, poi come al solito i dettagli sono la cosa più faticosa l’integrazione tra due enti pone delle difficoltà, soprattutto per i vincoli all’operatività che hanno gli enti pubblici. In ogni caso sarebbe impossibile pensare ad un trasferimento dei lavoratori savonesi a Genova, sarebbe contro ogni logica aziendale. Questo è uno scalo che deve andare avanti”.


Poco prima, il presidente uscente Miazza aveva elencato i “record” conquistati dal porto di Savona nel corso d gli ultimi anni , i lavori portati a compimento e i cantieri aperti per un totale di oltre 800 milioni di euro di investimenti sia privati che pubblici: “Sono contento e orgoglioso di aver potuto portare avanti le cose in questo modo, con l’aiuto di tutti: passo un bel testimone. Oggi posso  anche comunicare che nel primo trimestre del 2017 inizieranno le selezioni per le assunzioni del personale operativo della piattaforma Maersk.  Questo credo sia un risultato importantissimo, perchè per ottenerlo abbiamo lottato tutti e sapere che questo avverrà nel prossimo  trimestre, almeno per le prime 30-40 persone, è un elemento che mi conforta moltissimo e mi dà la speranza di veder completato tutto nei tempi previsti”.

“Dal punto di vista gestionale Savona ha un assetto moderno e ordinato che va preservato – ha aggiunto Signorini– nella fusione cercheremo quindi di valorizzare ciò che c’è di buono nelle due realtà. Dal punto di vista strategico io credo che Savona, soprattutto per i lavori portati avanti in questi anni , come la piattaforma o il potenziamento ferroviario,  ha una grossa complementarietà con Genova: Savona si candida ad essere uno scalo che, per profondità dei fondali e per i lavori di banchina svolti negli ultimi anni, possa accogliere grandi navi. Questo è un punto di forza competitivo che nella nuova Autorità di sistema sarà valorizzato”.

Signorini, dal canto suo ha ribadito che il progetto infrastrutturale in corso di realizzazione a Vado Ligure è indispensabile per completare l’offerta che gli scali di Genova e Savona potranno mettere sul mercato internazionale mei prossimi anni. “La piattaforma Maersk è un’operazione strategica – afferma –. Se si guardano i documenti che girano attualmente  in Europa sullo scenario competitivo degli scali nordeuropei e mediterranei ci si rende conto che uno scalo come quello di Savona-Vado e un’operazione come quella di Maersk sono assolutamente necessari in Italia per poter competere con i porti del Mediterraneo. E a chi dice che i traffici sono in calo rispondo che Rotterdam ha previsto un raddoppio e non una diminuzione dei volumi”.

 

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