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POLIZIOTTI ANTIDROGA DEL COMMISSARIATO CENTRO INDAGATI DALLA PROCURA

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operazione del commissariato centro contro le truffe e i furti agli anziani

commiss-centroGENOVA. 20 GIU. Quelli utilizzati da alcuni agenti del Commissariato Centro sembra non fossero metodi proprio metodi ortodossi. A parlarne per primo è Il Secolo XIX in un articolo a firma di Grasso e Indice.

L’indagine della Procura partita da un esposto di “Alberto X.” fermato dagli agenti con un grammo di cocaina ha evidenziato come le indagini ad opera di  alcuni agenti della squadra anti droga del Commissariato Centro, che sono stati già definiti “i Serpico genovesi”, non venissero espletate nel rispetto della legge e delle regole.

Sembra che i poliziotti effettuassero perquisizioni senza autorizzazione, con bustine di coca che “apparivano” nell’auto di spacciatori, verbali che sparivano, prove artefatte, ricatti a consumatori che diventavano confidenti.


E’ quanto i Pm Paola Calleri e Francesco Pinto cercano di dimostrare nei confronti di cinque poliziotti del Commissariato che sono indagati di falso, peculato, concussione, calunnia perquisizioni personali non autorizzate, omissione di atti d’ufficio e persino di pallottole non dichiarate.

Proprio l’esposto di “Alberto” che non viene arrestato, ma al quale viene sequestrata la coca ed un bilancino, fa partire le indagini.

Proprio quel bilancino viene utilizzato come prova per uno spacciatore il quale però nega la proprietà.

Ma sono diversi gli episodi sotto gli occhi degli investigatori della Giudiziaria, quale il rinvenimento agli agenti di alcuni bilancini acquistati dagli stessi, o la perquisizione non autorizzata all’Hotel Zolesi di Prà del 30 giugno 2012 o ancora gli arresti di due donne extracomunitarie nella cui macchina è stato rinvenuto lo stupefacente, presenza che sempre loro hanno sempre negato.

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