Polizia Provinciale in Regione per trovare soluzione

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Un mezzo della polizia provinciale
Un mezzo della polizia provinciale
Un mezzo della polizia provinciale

GENOVA. 2 MAR. Incontro dei rappresentati di CGIL, CISL e UIL con una delegazione di ufficiali ed agenti del Servizio di Polizia Provinciale che sono stati ricevuti durante i lavori del Consiglio Regionale – temporaneamente sospeso – dal Presidente Bruzzone, dall’Assessore Mai e dai capigruppo in Consiglio.

Le Rsu hanno esposto i gravi problemi che il servizio di polizia ambientale dovrà affrontare per quella che è stata definito   “assolutamente insufficiente approccio” che la Giunta regionale ha avuto nell’ “organizzare” il servizio dopo essersi ripreso la funzione sino ad ora esercitata dalle Province e dalla Città Metropolitana.

A fronte degli oltre 80 agenti in Servizio nelle 4 Province, la Regione si farebbe carico di soli 25 lavoratori (9 a Genova, 7 a Imperia, 6 a Savona e 3 a La Spezia) avendo deciso di  destinare solo un milione di euro per presidiare tutto il territorio regionale in materia faunistico e ambientale, “dimenticandosi di elencare nella proposta di convenzione alle Province i compiti di polizia idraulica (interventi per abusi in alveo) tra quelli che intende perseguire, funzione che la Regione ha ripreso dal 1 luglio 2015 togliendolo alle Province”.

 

A fronte delle rimostranze dei lavoratori che rischiano di finire da 1° gennaio 2017 nel girone dantesco della disponibilità, una specie di cassa integrazione dei dipendenti pubblici a casa per due anni con l’80% dello stipendio e poi licenziati, i lavoratori presenti all’incontro hanno garantito il loro “impegno di portare la Giunta Regionale a riconsiderare il tutto e predisporre un piano di gestione della vigilanza ambientale che sia uno strumento utile al governo dell’ambiente ligure e in particolare dell’entroterra che, con il contemporaneo assorbimento nei Carabinieri del Corpo forestale dello Stato, rischia di essere abbandonato a se stesso”.

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