Polizia Postale: prestare attenzione ai bancomat

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Prelievo Bancomat
Prelievo Bancomat
Prelievo Bancomat
Cash Trapping al Bancomat
Cash Trapping al Bancomat

GENOVA. 14 OTT. Di recente da parte della polizia postale è stato riscontrato un aumento delle denunce da parte di Direttori di uffici bancari e postali di alterazione dei dispositivi di erogazione di denaro contante, i bancomat.

Per questo motivo sono stati intensificati i servizi di prevenzione e contrasto.

L’attività sinora svolta ha portato al sequestro degli strumenti utilizzati per l’attuazione della tecnica fraudolenta realizzata dai criminali nota come “Cash Trapping” cosiddetto di prima generazione, ampiamente diffusa sul territorio nazionale.

 

Gli autori dei furti introducono negli A.T.M. carte di “debito” dotate di funzione di prelievo internazionale, solitamente del circuito Maestro, emesse da banche straniere o da altri istituti di credito italiani, per effettuare un prelievo, dell’importo minimo erogabile di 20 o 50 euro, finalizzato all’apertura della bocchetta erogatrice.

Ottenuta l’apertura dello shutter, i truffatori inseriscono un dispositivo meccanico, la cosiddetta “forchetta”, in grado di bloccare e catturare la somma che verrà erogata nel corso del prelievo successivo. Gli autori attendono, quindi, che un utente tenti di eseguire un prelievo, operazione che apparirà come non perfezionata per il mancato rilascio del contante che, in realtà è stato catturato dalla “forchetta”. Non appena l’utente si allontana, pensando ad una malfuzionamento della macchina, i criminali forzano lo shutter dell’ATM ed estraggono la “forchetta” con i soldi trattenuti.

Il fenomeno descritto si è sviluppato in una versione più aggiornata che rende più fruttuosa l’azione criminale, cosiddetto “Cash Trapping 2”.

Lo sviluppo della tecnica, rilevato per la prima volta nel novembre 2012, prevede: l’introduzione della “forchetta” negli A.T.M. mediante l’utilizzo di una prima carta per generare l’apertura dello shutter, così come nella descritta versione “base”; l’impiego di una seconda carta, verosimilmente “clonata”, con cui effettuare un prelievo per il massimo della disponibilità giornaliera.

In questa versione evoluta del Cash Trapping i criminali non permettono che all’atto dell’impiego della seconda carta questa venga ritirata dall’A.T.M., ma la trattengono, impedendo che il distributore la catturi.

Trascorsi 30”, l’A.T.M. entra in “autoprotezione” generando un allarme2 per malfunzionamento che inibisce il perfezionamento dell’operazione.

Determinandosi l’annullamento dell’operazione e il conseguente mancato addebito della carta (in quanto l’operazione non si è conclusa con la registrazione contabile), i criminali rimangono in possesso del documento elettronico, peraltro immediatamente riutilizzabile (anche se presso un altro sportello, poiché quello appena attaccato rimane fuori servizio).

Gli A.T.M., una volta “abortita” l’operazione, sono programmati per recuperare i soldi – che comunque vengono approntati all’atto della richiesta – in un apposito cassetto di “recupero”. E’ in questa fase che la “forchetta”, preventivamente installata dai criminali, cattura il contante. La sottrazione del denaro avviene, come nella versione basica del Cash Trapping, forzando la finestra della bocchetta erogatrice.

La Polizia di Stato di Stato ricorda ai titolari di carte di credito e bancomat di non cedere mai la propria carta ad altre persone e di seguire sempre attentamente le operazioni che compiono.

Consigli utili possono essere reperiti sul sito www.poliziadistato.it e su quello del Commissariato di PS on line, oggi anche attraverso l’App scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per il mondo Apple che Android.

Si ricorda in particolare: che la Carta di credito: non deve essere persa mai di vista; di controllare l’estratto conto ogni mese poiché è l’unico modo per accorgersi di eventuali spese mai effettuate; Infine, se arriva un estratto conto con addebiti impropri, è bene denunciare alle Forze dell’Ordine la clonazione della carta, disconoscendo le spese addebitate.

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