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POLITEAMA. RINVIATO L’INCONTRO CON MONICA GUERRITORE E GIOVANNI NUTI RACCONTANO ALDA MERINI

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monica guerritore nuti

monica guerritore nutimonica guerritore nutiGENOVA. 3 OTT. E’ stati rinviato a data da destinarsi lo spettacolo che si sarebbe svolto domani, martedì 4 novembre ore 21.

Parliamo di un concerto folle e commovente che unisce per la prima volta sul palco due grandi interpreti dello spettacolo e della musica: Monica Guerritore e il cantante e musicista Giovanni Nuti, collaboratore per sedici anni della grande poetessa Alda Merini.

“Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini. – dice Monica Guerritore – La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi. Io stessa ne rimango stupita. Al pubblico piacerà enormemente: ballerà, riderà e piangerà insieme a noi!”


“Alda Merini nacque il primo giorno di primavera e fino alla fine, con i suoi battiti, con le sue labbra sempre innamorate, con la sua voglia di essere una donna libera e diversa, cercò di cogliere la forza e il limite della parola nel silenzio di un’immagine. I suoi versi, come polline a primavera, entravano nel corpo della gente comune. Il rosso che affiorava dalle sue labbra, dalle sue unghie, dalla pareti della sua camera, era un petalo di anemone sempre in balia dei suoi respiri, dei suoi versi, delle sue lacrime. Una donna che amava collane, orecchini, anelli giganteschi: un’alchimia personale, originale fino alla provocazione. Amava il suo corpo, amava sentirlo e mostrarlo attraverso una smagliatura delle calze, uno strappo della camicetta. Spesso una vestaglia, magari macchiata ma indossata con leggerezza, come una crisalide rotta esaltava la sua spregiudicatezza, la sua voglia di comodità assoluta. A volte, ridendo, diceva di assumere sul materasso la stessa posizione del bruco di Alice sul fungo. Era fatta così. Era bella e unica perché non rassicurava nessuno. Non stava da nessuna parte, e non difendeva verità assolute. Le interessava viversi così, lontana da qualsiasi convenzione o regola sociale. Viveva l’amore con la stessa semplicità di un segno di matita nera: libero di essere tratto che incornicia uno sguardo, o potente acquerello sfumato sulle tracce ancora calde e sudate della passione. Sapeva custodire e proteggere il senso della vita, non solo la sua, dentro un rammendo rabberciato e quasi inutile” così dice di lei lo scrittore e poeta Andrea Salvatici.

…mentre rubavo la vita…! , questo il titolo del recital  cha ha i testi di Alda Merini, testo teatrale e drammaturgia di Monica Guerritore, musiche di Giovanni Nuti, costumi di Walter Azzini, coreografie di Federico Patrizi, regia di Mimma Nocelli. Francesca Camponero

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