Pm sotto inchiesta Csm, sui social: ma quanto eri bello Gabriel

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La magistrata Barbara Bresci e l'attore Gabriel Garko
Il pm Barbara Bresci e l'attore-modello Gabriel Garko
Il pm Barbara Bresci e l’attore-modello Gabriel Garko

IMPERIA. 21 APR. La più anziana Giuseppa contro la giovane Barbara. Vince Giuseppa. Fra i due litiganti forse gode Maria Grazia, che si guarderà da vicino il fisico e i begli occhi di Gabriel. E’ la procura della Repubblica di Imperia.

Il pm Barbara Bresci, titolare dell’inchiesta sull’esplosione della villetta a Sanremo avvenuta lo scorso primo febbraio, era stato rimosso dall’incarico dal procuratore capo Giuseppa Geremia per le sue esternazioni sui social sulla bellezza fisica dell’attore-modello Gabriel Garko, incontrato e sentito come teste. L’indagine era stata quindi affidata al procuratore aggiunto Maria Grazia Pradella. La giovane si era ribellata ed aveva sostenuto di poter chattare su Facebook esprimendo le sue opinioni su circostanze non specificamente attinenti all’indagine, ma solo di frivolo contorno.

Il Consiglio Superiore della Magistratura al momento ha dato ragione al capo, avviando un processo disciplinare nei confronti del sostituto procuratore perché avrebbe violato gli obblighi di continenza. In sostanza, Barbara si sarebbe comportata da fan ragazzina come tante e non da integerrimo magistrato.

 

Il pm aveva vergato su Facebook gli apprezzamenti sulla bellezza fisica di Gabriel, proprio nei giorni in cui aveva sentito e incontrato l’attore-modello indossando la prestigiosa toga. Ossia nell’esercizio delle sue funzioni poco dopo lo scoppio della villetta, avvenuto la settimana prima del Festival di Sanremo, dove Garko alloggiava in attesa dell’evento internazionale.

In sintesi, “Era bello? L’hai guardato anche per me?” aveva chiesto un’amichetta a Barbara. E lei: “Eccome”. Un’altra amichetta: “Ti sei rifatta gli occhi?” E lei: “Sì, sì”.

Il sostituto procuratore della Repubblica si sarebbe inoltre fatto coinvolgere nella discussione sul gossip dell’omosessualità di Garko, negata dall’interessato, quando si diffuse sui social e sui media, difendendolo a spada tratta.

I commenti di Bresci sono stati rimossi da Facebook: mea culpa. Fabrizio Graffione

 

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