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Pippo Delbono e il suo Vangelo alla Corte

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Pippo Delbono e il suo Vangelo alla Corte

GENOVA. 2 MAG. Non abbiamo dubbi che anche questa volta Pippo Delbono tornerà a stupirci con l’ultimo suo lavoro, il Vangelo, spettacolo che ha debuttato a Zagabria e che arriva sul palco della Corte domani, mercoledì 3 maggio alle ore 20,30.

Questa di Delbono è un’opera corale che indaga sui temi della “buona novella” declinandoli verso una matrice più esistenziale, quasi cristologica.  Del resto era tempo che il regista veniva sollecitato dalla madre affinche lavorasse su qualcosa che parlasse di Gesù, ma si sa, c’è un momento in cui le cose arrivano da sole come per magia, oppure semplicemente a seguito di una maturazione naturale che non vuole spinte. E così è stato per Delbono che dopo la morte dell’amatissima madre ha voluto dedicare proprio a lei questo suo Vangelo  di cui una versione cinematografica prodotta Stemal Entertainment  è già stata trasmessa da RAI Cinema.

Lo spettacolo è frutto della coproduzione fra Emilia Romagna Teatro, Hrvatsko Narodno e Kazaliste-Zagabria, e vede in scena Pippo Delbono e la sua Compagnia, con la partecipazione, in video, dei rifugiati del centro di accoglienza PIAM di Asti presenti anche nel film .


In questa sua nuova creatura l’artista di Pietra Ligure mescola la poetica di Pasolini, i granitici riff dei Led Zeppelin, la sapienza di un padre della Chiesa come Sant’Agostino. Un amalgama originale che dà luogo ad una grande cerimonia visiva, una messa laica in cui la parola si accompagna alla danza, risuonando nel suo silenzio, nel suo gesto muto. Dove la danza misura lo spazio e il ritmo che lo attraversa. Un’esperienza forte che dentro ha la memoria di chi ha attraversato una delle guerre più feroci della storia contemporanea, il conflitto cruento che ha devastato e sconvolto i confini delle terre balcaniche, generando l’enorme ondata di immigrazione che ha lacerato l’Europa. Con questo lavoro Delbono invita credenti e non, a ritrovare il verbo di Gesù che che richiama alla luce, libertà, verità ed amore, solo così ci può essere redenzione.

La scena è di Claude Santerre, i costumi sono di Antonella Cannarozzi, le luci di Fabio Sajiz. Le musiche originali per orchestra e coro polifonico sono di Enzo Avitabile.

Lo spettacolo è al Teatro della Corte fino a domenica 7 maggio.

FRANCESCA CAMPONERO

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