Piano casa, dirigente di Tursi schierata contro Toti e Scajola

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Il governatore della Liguria Giovanni Toti
Dirigente di Tursi attacca Toti sul Piano Casa
Anche il direttore all’Urbanistica del Comune di Genova è contro il nuovo Piano casa della Regione

GENOVA. 27 OTT. La sezione ligure dell’Istituto nazionale di urbanistica, con una nota pubblicata online, oggi si è schierata contro il Piano casa presentato nei giorni scorsi dal governatore Giovanni Toti e dall’assessore all’Urbanistica Marco Scajola. Presidente dell’Inu regionale risulta Silvia Capurro, che è il direttore del settore Urbanistica, Sue e Grandi progetti del Comune di Genova con la giunta Doria. Tra i membri effettivi dell’ente, fino alla sua scomparsa nei giorni scorsi, c’era anche Bruno Gabrielli, ex assessore comunale all’Urbanistica nelle giunte Pericu.

“Il cosiddetto piano casa elaborato dalla Giunta regionale – si legge nella nota – si configura come un vero e proprio superamento dell’ordinaria pianificazione urbanistica in Liguria. Una prospettiva che non può che suscitare la preoccupazione dell’Inu.  Se il provvedimento dovesse venire approvato così come è stato costruito dall’esecutivo regionale verrebbe ad essere istituzionalizzata la sostanziale deregolamentazione della densificazione di zone urbane anche di pregio”.

Il nuovo Piano casa, che entro la fine dell’anno dovrebbe essere approvato dal consiglio regionale, ha ottenuto il “placet” del dirigente all’Urbanistica della Regione. Nelle intenzioni del centrodestra dovrebbe abbattere molti vincoli burocratici, senza rinunciare a controllo e tutele ambientali. Per il centrosinistra, invece, il nuovo disegno di legge sarebbe roba da “rapallizzazione”. Anche M5S e Rete a Sinistra hanno annunciato una durissima opposizione in aula.

 

“Stesso effetto di facilitazione – continua la nota dell’Inu ligure – si avrebbe per la progressiva lottizzazione delle aree extraurbane, siano esse di presidio che agricole, anche attraverso il trasferimento di volumi da altre parti di città, a condizione di convenzionare la realizzazione delle dovute opere di urbanizzazione con il Comune (con l’aggravante che la Regione avoca a sé l’approvazione delle varianti ai Puc in attesa dell’adeguamento alla nuova normativa da parte degli stessi Comuni). Ci sarebbe inoltre la sostanziale deregolamentazione degli interventi in porzioni di territori prima esclusi come i parchi che possono costituire, in particolare in riferimento alla possibilità di agire sulle pertinenze senza vincoli di destinazione d’uso, un bacino di edificabilità significativo stante le caratteristiche dell’edificato ligure. Si configurerebbe infine una sostanziale libertà di agire senza limitazioni anche su edifici condonati. Si tratterebbe di una cura energizzante di un comparto edilizio regionale già sovradimensionato e che fa anche supporre la volontà di legittimare alcune operazioni (in particolare sulla costa) rimaste finora al palo, cura inopportuna perché agisce in un territorio fragile ma di qualità straordinarie già messo a dura prova da usi sconsiderati. Un intervento che rende la deroga e l’eccezione regola e struttura, data la sua configurazione che non prevede limiti temporali. E’ una scorciatoia perversa per aggirare quello che viene vissuto dal nuovo esecutivo regionale come un eccesso di regolazioni stratificatesi nel tempo e rette da procedure troppo complicate che, calate in un contesto recessivo come quello attuale, hanno determinato una risposta tanto invasiva e aggressiva”. Fabrizio Graffione

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