Piano arenili Sarzana, lettera aperta a Toti

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Lettera aperta riguardo gli arenili di Sarzana
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Lettera aperta riguardo gli arenili di Sarzana
Lettera aperta riguardo gli arenili di Sarzana 

Piano arenili Sarzana, lettera aperta a Toti

GENOVA. 20 OTT. Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti riguardo il ‘Piano degli arenili Comune di Sarzana’ da parte di Massimiliano Giampedroni, cittadino sarzanese e presidente della Consulta territoriale del Centro Storico e Consigliere della Consulta comunale per l’Ambiente.

Alla Regione Liguria, Inchiesta Pubblica VAS, Piano degli arenili Comune di Sarzana.

Spett. Le Presidente, Prima di offrire un contributo a questa inchiesta pubblica e quindi alla valutazione della del Piano particolareggiato degli arenili e della fascia costiera  del Comune di Sarzana, che ho avuto la possibilità  mi venisse presentato  4 volte, seguendo la presentazione aperta ai cittadini in Commissione consigliare  territorio, durante la presentazione ai Direttivi delle Consulte territoriali, alla presentazione ai Consiglieri della Consulta all’Ambiente e in occasione della presentazione a questa inchiesta pubblica, alle quali aggiungo la discussione che ha affrontato il Consiglio Comunale prima in fase di deliberazione del Piano e dopo nell’analisi delle osservazioni al Piano stesso (dalle 14 alle 3 di notte) discussioni non prive di ulteriori spunti interessanti, naturalmente libere alla partecipazione dei cittadini, che però le hanno disertate a parte pochissimi; vorrei molto brevemente definire due aspetti che ritengo essenziali:

 

il primo riguarda i redattori del Piano, quindi l’Architetto Lucchesi, l’Ingegner Chirico e l’Agronomo Dott.ssa Cozzani; permettetemi di ringraziarvi non tanto per la qualità della vostra esposizione (che comunque è stata esaustiva e a permesso anche a “non tecnici” di poter valutare e comprendere l’intervento pianificatorio) ma per l’estremo rispetto ambientale e direi “territoriale” che voi ed il vostro progetto avete dimostrato per la frazione di Marinella e quindi per la nostra città. Questo vorrei emergesse chiaro e fosse valutato in questa inchiesta pubblica Presidente. Qui non ci troviamo di fronte, come spesso è successo anche a Sarzana,  ad un’idea di un progettista calata su di un territorio, qui ci troviamo di fronte ad uno sforzo progettuale che ha voluto interpretare un territorio facendo salvo e addirittura ripristinando quello che nel tempo ahimè è andato perso, un salto verso il futuro ma con l’idea fissa di valorizzare quello che c’è rimasto e ripeto, cosa più importante, quello che non c’è più.

Il secondo riguarda l’attivazione da parte della regione Liguria, richiesta dalle associazioni ambientaliste Italia Nostra e Legambiente, di questo percorso d’ inchiesta pubblica, che ritengo sia uno strumento assolutamente decisivo per offrire un supporto  da parte dei cittadini alla Valutazione Ambientale Strategica che la Regione stessa è chiamata a redigere; penso si possa affermare senza smentita che, mai come questa  volta, a Sarzana, in una pratica urbanistica, chi ha voluto, ha avuto possibilità di partecipare e confrontarsi con i proponenti del progetto e non solo; finalmente il confronto è tornato nelle stanze di questo palazzo civico e penso tutti dobbiamo rallegrarcene.

Ma veniamo al Piano e alla valutazione che offrirò dello stesso, che anticipo già, è figlia di un combinato disposto tra le valutazioni ricevute dai cittadini del mio quartiere ottenute attraverso un piccolo precorso partecipativo (invio mail alla mailing list della Consulta territoriale del Centro Storico con la richiesta di un contributo con allegato link che rimandava al Piano e colloqui diretti dei cittadini con i componenti del Direttivo) e la precisa e puntuale previsione che proprio il regolamento della Consulta comunale per l’Ambiente prescrive nel caso di questi interventi urbanistici.

Verificato che, come indicato nella relazione illustrativa del Piano degli arenili e della fascia costiera,  gli  OBIETTIVI CARDINE DELLA PIANIFICAZIONE che oggisiamo chiamati a valutare sono:

a) la liberazione del maggior spazio possibile sulla spiaggia demaniale dalle costruzioni precarie ed occasionali – che in taluni casi sono già oggetto di ordinanze di demolizione-, attraverso un arretramento generale e la sostituzione sia degli stabilimenti sia degli altri manufatti stagionali (cabine, chioschi,ecc.)

b) la ricostituzione di un profilo dunale a monte della spiaggia di varia altezza e spesso raddoppiato in profondità in rapporto agli spazi disponibili tra la spiaggia e la provinciale.

Se il progetto prevede l’ulteriore obiettivo di raggiungere come scopo finale:

1) ricreare il più possibile una cornice naturalistico-ambientale allʼarenile, peraltro sollecitata dalla presenza del vincolo SIC europeo.

2) creare tra le dune stesse ed a valle della provinciale una percorrenza pedonale pubblica, pienamente sicura, distaccata da ogni intrusione veicolare, protetta anche acusticamente dal traffico, che dia accesso alle spiagge ed agli stabilimenti, che funzioni anche dʼinverno come un suggestivo richiamo di fruizione del mare lungo tutto lʼarco costiero.

3) costituire delle rientranze concave nellʼandamento delle dune di nuova formazione, tali da ospitare i nuovi stabilimenti balneari e/o, nel caso dellʼambito centrale della costa, le attrezzature di servizio alle spiagge libere.

4) ricostituzione della piantata costiera a monte della provinciale, riconfigurando il paesaggio originale della piana e potendo fruire di una certa protezione delle alberature dagli effetti negativi dellʼaerosol marino per effetto della ricostituzione del profilo dunale.

5) Che gli stabilimenti balneari, le attività commerciali ed i pubblici esercizi saranno sistemati con limiti e regole dimensionali collegati alla capienza dell’attività balneare prospiciente le attrezzature di supporto alla balneazione quali cabine in spiaggia, magazzino, servizi igienici, biglietteria, docce ecc. attività commerciali e di pubblico esercizio quali bar, ristoranti, negozi, ecc.

6) Che si verificherà l’allontanamento dalle spiagge delle auto in sosta. Tale obiettivo presuppone tre azioni con la Ricollocazione a monte della stessa numero di parcheggi presenti oggi lungo la Litoranea e sottostrada, a ridosso delle spiagge, prevedendo attraversamenti pedonali di connessione tra gli stessi e la spiaggia. Inserimento di una area Camper che preveda finalmente scarichi dei liquami controllati e allaccio alle utenze.

Visto che per i progettisti e l’Ammistrazione Comunale sono da considerare come obiettivi puntuali e mirati:

Rimessa in pristino del percorso pedonale originario di collegamento tra il borgo e le Spiagge;

Ripristino e restauro del collegamento pedonale terminale tra il borgo e le spiagge con lariqualificazione del fabbricato esistente della Pubblica Assistenza.
Realizzazione di accesso e di collegamento tra la Via Kennedy, le spiagge ed il parco della Colonia Olivetti da attuare attraverso varchi pedonali nell’area pubblica esistente.
Per Via Kennedy Riqualificazione e risistemazione dell’arredo urbano attraverso la riduzione dei parcheggi, la messa in opera di fioriere e sedute, il rifacimento delle pavimentazioni e degli elementi di arredo urbano. Realizzazione di due nuovi parcheggi pubblic e per Via Litoranea. Riqualificazione del tracciato della litoranea. Riduzione della velocità in funzione della presenza dell’abitato e delle attività della fascia costiera da attuare

attraverso una serie di attraversamenti protetti in corrispondenza degli accessi pedonali alla passeggiata costiera. Individuazione di fermate di mezzi pubblici in corrispondenza dei nodi più importanti dellʼarenile.

Atteso che la stima dei possibili impatti aria acqua e suolo, attraverso la lettura dello studio di incidenza allegato al piano, permette di affermare che nel medio e lungo periodo si avrà un miglioramento della qualità delle tre componenti a parità di utilizzo dell’area:

− risorsa aria- diminuzione di gas serra prodotti dall’agricoltura per la conversione di parti di

superfici a pineta con sotto bosco, abbattimento di composti inquinanti come: PM10, CO2 , l’O2 grazie allo sviluppo del sistema del verde previsto

− risorsa acqua- miglioramento della qualità dell’acqua :

1. del mare grazie all’allacciamento degli stabilimenti (che ancora non l’hanno fatto) agli scarichi

2. dell’acqua dei canali e dei fossi grazie all’azione filtro del sistema vegetale

− risorsa suolo- diminuzione dell’erosione grazie all’inserimento strategico di “equipaggiamento”verde, recupero di superficie di spiaggia, dislocamento dei parcheggi nelle aree previste e

ricostruzione delle attività rimosse con tipologie costruttive a basso impatto ambientale ed energetico, inoltre le strutture saranno progettate in modo da non permeabilizzare il suolo

(costruzioni tipo a palafitta).

Atteso che il Piano, per essere “dal punto di vista dell’impatto ambientale” compatibile, seguendo i dettami previsti proprio dal Regolamento della Consulta per l’Ambiente del Comune di Sarzana, dovrebbe coniugare la utilizzazione razionale ed accorta delle risorse ambientali con il miglioramento della vita e la protezione della salute dei cittadini sarzanesi; (Art.3)

Ritengo che il Piano particolareggiato degli arenili e della fascia costiera  del Comune di Sarzana soddisfi a pieno le valutazioni sopra richiamate; e auspico che  gli uffici della Regione Liguria, attraverso il procedimento di valutazione Ambientale Strategica, in tempi brevi possano promuovere la realizzazione del Piano stesso.

Infine proprio a proposito dell’articolo 3 del Regolamento della Consulta per l’Ambiente, l’articolo cardine che disciplina scopi e attività “istituzionali” della medesima Consulta per l’Ambiente che se è vero che è sicuramente formulato in maniera poco chiara e risente dei sui 23 anni di età essendo stato adottato nel 1992, vero è che il Consiglio della Consulta all’Ambiente è chiamato a fornire pareri, solo quando gli vengono richiesti, ma nel caso del Piano degli arenili (che a giusta ragione si può ricondurre ad un provvedimento che potrebbe portare a “notevole impatto del sistema ambientale”) la consultazione, ad un’attenta lettura dello stesso, pare essere priva dell’emanazione di un parere; parere che non si potrebbe certo fornire in quanto appunto non è mai stato richiesto espressamente. È chiaro, almeno a me così sembra, che il parere a cui si fa riferimento è relativo ad altra procedura, e si riferisce al primo capoverso dell’articolo 3 comma D e lo ripeto “quando la Giunta Comunale lo richiede”.

Correttamente, la consultazione ha portato quindi alla redazione di un verbale, oggettivamente molto sintetico, che però ha raccolto le valutazioni di chi le ha volute offrire al Consiglio e che chiedo al Presidente possa essere allegato a questo mio intervento essendo lo stesso pubblico e di libera consultazione a chi lo volesse richiedere.

Un dato è certo, questo Piano è riuscito anche a fare in modo che la Consulta all’Ambiente si riunisse dopo 23 anni; non penso sia un risultato negativo.
A chi sta provando a buttare via il bambino e l’acqua sporca dico che non è accettabile che il 16 di settembre di quest’anno le associazioni ambientaliste esultino per la scelta della Regione di attivare l’inchiesta pubblica su loro sollecitazione e poi, una di quelle, a distanza di venti giorni, la bolli come inutile e tardiva;
questa iniziativa penso invece porterà un contributo decisivo nel migliorare il progetto stesso, a prescindere o meno la VAS indichi eventuali prescrizioni al Piano che potrebbero anche essere mosse proprio dal nostro contributo; ma sicuramente questi tre incontri uniti a tutti gli altri hanno aumentato e moltiplicato nei cittadini sarzanesi la consapevolezza del progetto stesso, e questa è l’essenza della partecipazione. Cittadino sarzanese, Presidente della Consulta territoriale del Centro Storico, Consigliere della Consulta comunale per l’Ambiente, Massimiliano Giampedroni

1 COMMENTO

  1. Il presidente della Consulta del Centro storico di Sarzana non dice che gli incontri da lui evocati sono stati successivi all’adozione da parte del Consiglio comunale e solo in seguito alla battaglia fatta dal consigliere comunale dei 5 Stelle Valter Chiappini. Non dice che i pareri delle Consulte per Regolamento e Statuto comunali sono obbligatori prima dell’adozione. Non dice che nel Rapporto ambientale sono riportati 4 incontri in sala consiliare nella fase di scoping che non si sono mai tenuti: un falso in atto pubblico. Non dice che il parere spetta all’assemblea dei cittadini, non ai direttivi delle Consulte e lui la sua Consulta per esaminare il PIano del litorale non l’ha mai convocata. Ci vuole un po’ di stile anche nella piaggeria. Carlo Ruocco – Segretario Comitato Sarzana che botta!

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