Petrolio finisce in mare, procura apre inchiesta: Iplom sequestrata

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Diga di terra e panne per contenere la marea nera della Iplom nel Polcevera
Diga di terra e panne per contenere la marea nera della Iplom nel Polcevera, ma il petrolio è finito in mare e la procura ha aperto un'inchiesta sequestrando l'impianto Iplom
Diga di terra e panne per contenere la marea nera nel Polcevera, ma il petrolio è finito in mare e la procura ha aperto un’inchiesta sequestrando l’impianto Iplom

GENOVA. 18 APR. La marea nera fuoruscita dalla tubatura rotta della Iplom è finita in mare e la procura di Genova stamane ha aperto un’inchiesta per l’inquinamento e lo sversamento di greggio. L’impianto è stato posto sotto sequestro a disposizione della magistratura.

Gli idrocarburi ieri sera sono finiti prima nel rio Fegino e poi nel Polcevera. Via Borzoli è stata chiusa al traffico (poi riaperta stamane a senso unico). I vigili del fuoco, tempestivamente intervenuti con cinque squadre, insieme ai tecnici Iplom e del Comune, hanno costruito una diga di terra e posizionato le panne alla foce del Polcevera, per contenere il rischio disastro ecologico. Dalla tubatura rotta, che collega l’impianto di fegino con i depositi ancora attivi della raffineria, sono fuoruscite grosse quantità di greggio.

La diga artificiale ha quindi contenuto solo una parte di petrolio, che poi è finito in mare. Oggi lavori per evitare che la situazione diventi ancora più grave, stanno proseguendo senza sosta.

 

Secondo i primi accertamenti non si tratta di un sabotaggio, ma la tubatura sarebbe scoppiata accidentalmente durante un trasferimento di greggio dal Porto Petroli. L’istituto di via Fratelli Coronata a Borzoli è stato chiuso. Stanotte aria irrespirabile e disagi per migliaia di genovesi residenti in zona.

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