Perché Genova è bella, dicono… riflessione su Fb di un genovese

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Il post del genovese su Facebook
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GENOVA. 21 APR. Navigando per i social network abbiamo trovato su Facebook, un post un po’ particolare che riguarda Genova, di un genovese che forse genovese non si sente più, Angelo, che ci lascia un po’ interdetti.

Non vuole in alcun modo modo essere un’incitazione al razzismo, anzi direi che, forse, è una riflessione, per non dire una canzone rap italo-newyorkese.

Ci ha particolarmente colpiti ed abbiamo deciso di pubblicarla.

 

E voi cosa ne pensate?

“E poi, boh..arrivi a Genova e, ovunque vai, vieni avvicinato da mendicanti di ogni sorta, colore, razza, religione.

Chi ti chiede muonnnetahh per lo lattehhh de lo bambino mostrandoti i denti d ‘ oro, chi ti arriva dal finestrino con il cartello appeso al collo con scritto “ho fame” e, mentre con una mano ti chiede solgi pe’ fogaggia, con l’ altra regge l’iPhone che gli squilla.

E poi c’ è  chi ti arriva con un mazzo di fili di cotone e tremila accendini ma non vuole venderti un caz… Vuole solo un euro per il caffè. In teoria questo prende almeno 40 / 50 caffè al giorno.

Poi ci sono quelli che si inginocchiano in via XX con le mani giunte, quelli che stanno fuori dai negozi, tutto il giorno con un bicchiere in mano e, mentre ti dicono buoggionno ti sventolano sotto il naso anche il cappello, e che se ci fai caso, di cappelli ne hanno due: uno in testa e l’altro in mano.

Sono ordinati, ben suddivisi per zone, si spartiscono i lati dei marciapiedi in concorrenza con quelli che suonano in playback false tastiere, falsi sassofoni, false fisarmoniche e ai lavavetri rom che hanno l ‘appalto del comune, visto che nessuno li toglie dagli incroci.

Più che in una città pare di stare sul set di “1997 fuga da New York”.

Perché Genova è bella, dicono…”

38 COMMENTI

  1. Ha pienamente ragione,è diventata come quei Paesi poveri che tutti chiedono dei soldi ai turisti. Ma chi dovrebbe PARLARE,siamo sempre alle solite,dovrebbero essere per primi chi si vota una certa maggioranza,ma non lo fanno perchè sono SEMPRE speranzosi che qualcosa cambi. L’ulica cosa che cambia di sicuro sono le prese…in giro che ci fanno subire a tutti noi e se lo dici in faccia…si arrabbiano pure perche’ sanno che è vero,ma non possono dirlo!! Non è tanto il colore politico che conta,ma quello di CACCIARE,fare pulizia delle stesse persone che stanno a Tursi. Non bisogna fermarsi al ” 1° livello” di questa gente,ma andare piu’ a fondo per far capire che è ora di finirla di fare i piagnoni ed incolpare lo Stato che non fa leggi,se no….non votiamo piu’ e facciamo prima. Una giunta comunale ha dei poteri sulla citta’,ma con questi signori..si fermano sempre alle solite come sappiamo. Mi sembrano come quelli del video “The wall” dei Pink Floyd,vi ricordate? Allora cerchiamo di scrollarci di dosso questi personaggi inutili che mirano solo a far carriera e smetterla di prendercela direttamente col sindaco che è una loro copertura per fare sempre piu’ paciughi e sprecare i nostri soldi il piu’ delle volte in cose inutili.

  2. Ha ttistemente ragione….! Gli ipocriti scambiano il diritto di appartenere ad una terra con il razzismo…. é un vero peccato ke nn si comprenda questo. Anni e anni di guerre ragazzi morti x mantenere un’identità x poi disconoscerla….

  3. E ci siamo già” scordati” la vittoria degli “abusivi legittimati” in zona Cavour/Marina??? E non solo quello!!! Poi però per chi è 30annni e anche più, che paga dissanguandosi,non ha diritto ad un cazzo!!! Scusate,ma davanti a queste situazioni,divento anche un pò volgare…

  4. Ha perfettamente ragione. Quartiere foce, ad ogni angolo di strada trovi uno che chiede l euro, ad ogni uscita di negozio o supermercato trovi altro che chiede l euro. La maggior parte almeno lo chiedendo educatamente, alcuni con arroganza e verso gli anziani anche con minacce. La fame e brutta ma anche pericolosa. Sarebbe meglio prendere provvedimenti precauzionali

    • Sì a volte stento a riconoscerla, ma è la mia città, quella in cui sono nata, in cui sono nati i miei genitori, i miei nonni…non smetterò mai di amarla, perché Genova è nel mio cuore! Se chi amministra questa città l’amasse così come l’amo io (e tanti altri), non esisterebbe il degrado e l’incuria che vediamo in giro…
      Più controlli, sicurezza, pulizia…ecc.ecc.

  5. Siamo invasi da queste zecche di immigrati che ci assillano da ogni parte. E’ uno schifo non puoi mettere un carrello al suo posto che ti ritrovi uno ad ogni porta di negozio ne hai un altro, insomma bastaaaaaa Affanculo rom extracom e tutti mi avete rotto

  6. CI TROVO MOLTA VERITA’.MA NON SI PUO’ PER QUESTO DIRE CHE GENOVA NON SIA BELLA.E’ BELLISSIMA, COMUNQUE, ANCHE SE E’ MALE AMMINISTRATA E LE SANZIONI LE PRENDE CHI VA A LAVORARE E NON CHI OSTRUISCE GLI INCROCI CAUSANDO PERICOLI E LA RENDE UNA CORTE DEI MIRACOLI PER IL DIFFUSO ACCATONAGGIO, MAI SANZIONATO E A VOLTE, ANZI SPESSO ,SISTEMICO, CHE TOGLIE UN PO’ DI LUCENTEZZA AD UNA CITTA’ MERAVIGLIOSA.LA MIA CITTA’.UN PO’ DI ORDINE CI VORREBBE……

  7. Qualcosa del genere lo si vede anche a Parigi con altri “personaggi” che la rendono ancor più bella. Forse quello che è il messaggio ( e sul quale riflettere…) è uno quadro di una realtà che spudoratamente è un inno all’illegalità. E questo non piace nè a Genova nè altrove. Poi è un altra cosa amare Genova. La si ama con i suoi pro e contro.

  8. Sorpendente, quanto poco possa bastare per “scatenare” tutti i commenti che sto leggendo. Un Genovese non giudica la sua città bella o brutta, è Genova e basta. E non è poi così tanto diversa da altre città, italiane o anche dell’area Sud europea, mendicanti, postulanti e similari sono ovunque; non sarà certamente questo che la rende peggio di altre località. C’è, comunque, una cosa da non scordare, Genova è una città di mare, e nelle sue vene (caruggi) scorre il sangue misto delle razze che per secoli sono scese dai ponti delle navi e hanno invaso le nostre vie. Una volta, si chiamava multi-etnicità, Certo, basterebbe piazzare un paio di divise ad ogni incrocio, e allora saremmo meno “disturbati” mentre attendiamo che sul semaforo si accenda il verde, ma, forse, allora parleremmo di uno “stato di polizia” o di una città militarizzata.

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