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Perchè crollano i ponti? Chiesta l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio

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Perchè crollano i ponti? Chiesta l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio

GENOVA. 27 APR. L’inquietante fenomeno del crollo di ponti e viadotti autostradali è un fenomeno strutturale che non riguarda solo l’Italia, ma tutto il mondo, come dimostrano la cronaca e le statistiche, e ha diverse spiegazioni.

Il Progetto Liguria lanciato dai Giovani Ingegneri liguri per trovare soluzioni contro la cosiddetta “fuga dei cervelli”? Ha già fatto i primi passi positivi con l’apertura di un tavolo con la Regione, la quale – dopo aver valutato la lunga “piattaforma” di proposte ricevute, ha dato seguito al primo incontro con un secondo rendez-vous al quale ha partecipato anche l’Università e ha messo le basi per una serie di corsi di formazione sui più moderni software di progettazione.  Le nuove disposizioni sulla sismica, nazionali e regionali? Positivo il “sisma bonus” che garantisce agevolazioni fiscali per chi rende più sicuri i propri fabbricati, niente da dire sul cambio di “livello” per molti Comuni liguri che con la nuova classificazione sismica regionale dovranno sottostare a norme più severe in materia di edilizia, ma nel settore regna un caos interpretativo che colpisce duramente professionisti, imprese e cittadini, al punto che viene riproposto l’appello per una semplificazione normativa più volte lanciato ma mai raccolto.

A partire dalla scottante vicenda dei ponti: l’ultimo, quello caduto a Fossano, nel Cuneese, non sarà “l’ultimo”: l’argomento viene affrontato da ingegneri strutturisti che spiegano come in Usa ne cadano due all’anno e la media in Europa sia più bassa rispetto al resto del mondo, ma anche che dallo studio di disastri purtroppo famosi (come quello del Tacoma Narrow bridge, Usa, 1940) l’ingegneria ha fatto passi avanti enormi nelle modalità di costruzione. Ma perché cadono i ponti? Le ragioni sono tante e vanno da problemi di sovraccarico a errori di progettazione, esecuzione, manutenzione, gestione e anche…di burocrazia. Motivazioni che si ritrovano in tutti i casi di cedimento strutturale di costruzione. Ma i ponti invecchiano, hanno una durata? Anche questa domanda trova una risposta tecnica articolata e comprensibile a tutti.


Positivo il primo passo del dialogo aperto dai Giovani Ingegneri con la Regione: l’assessore Ilaria Cavo (dopo un primo incontro con l’assessore Berrino) si è impegnata con la FROIL e l’Università a valutare l’istituzione di una serie di corsi di formazione per nuove figure professionali, come ad esempio BIM specialist o BIM manager, legati all’uso di un nuovo sistema di progettazione (il Building Information Modelling appunto) la cui conoscenza oggi viene richiesta anche per partecipare ai bandi pubblici. Ma il lavoro continua verso nuove tappe.

Infine, ma non ultima per importanza, la posizione degli Ingegneri sulla semplificazione normativa: alla Regione viene proposta l’istituzione di un tavolo permanente di “monitoraggio”, di cui facciano parte i rappresentanti delle professioni tecniche, affinché ogni legge che passa in Commissione, prima che arrivi in Consiglio (e anche dopo: sarebbe una sorta di organismo che si affianca alle normali audizioni che oggi vengono effettuate nei vari settori) venga vagliata da specialisti che non solo entrano nel merito e segnalano al legislatore regionale eventuali questioni tecniche, ma che si assumano il compito di semplificare le norme a vantaggio di professionisti e cittadini che poi dovranno applicarle. Il tavolo, oltre che di amministratori dovrà essere formato dagli Ordini professionali – rientra nelle loro prerogative fornire pareri gratuiti – e quindi sarebbe un servizio alla collettività senza aggravi finanziari per la stessa.

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