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Per la prima volta al Carlo Felice Maria Stuarda

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Per la prima volta al Carlo Felice Maria Stuarda

GENOVA. 6 MAG. Non è mai stata presentata nel teatro genovese  la tragedia lirica  in due atti di Donizetti Maria Stuarda, opera, che mette in scena sentimenti vigorosi e passioni assolute. La prima sarà mercoledì 17 maggio alle ore 20.30, con repliche fino a  mercoledì 24 maggio e sul podio  a dirigere il Coro del Teatro Carlo Felice, sarà l’Ucraino Andriy Yurkevych anche lui alla prima esperienza nel dirigere un’opera Genova.

Si tratta di un nuovo allestimento in coproduzione  con la Fondazione Teatro Regio di Parma, è il secondo capitolo del ciclo delle “tre regine” donizettiane, iniziato nella scorsa stagione con Roberto Devereux, la cui regia è interamente curata da Alfonso Antoniozzi. Le Scene sono firmate da Monica Manganelli, i Costumi da Gianluca Falaschi e le Luci da  Luciano Novelli.

Maria Stuarda ebbe un’infelice genesi: uno fu il ritardo dell’opera, prevista per il 6 luglio 1834, che fu ritardata a causa del giovane e inesperto librettista (Bardari all’epoca era diciassettenne, studente di legge) il cui libretto dovette essere parecchie volte censurato. Un altro motivo fu la zuffa tra le due prime donne, Giuseppina Ronzi de Begnis e Anna del Serre (nei ruoli di Maria ed Elisabetta), venute alle mani nella scena dello scontro delle due regine, insultandosi tra di loro pesantemente, al punto che la de Begnis accusò la rivale di essere la favorita del compositore.


L’opera arrivò al debutto un anno dopo, con una non proprio in forma Maria Malibran nel ruolo di Maria Stuarda. Sebbene la censura le imponesse di non cantare la parte in cui Maria insulta Elisabetta, la Malibran la cantò comunque. L’opera venne proibita dopo sole sei recite, e riadattata a un altro libretto. Fu ripresa solo nel 1865 ed oggi è una della opere donizettiane più note.

Maria Stuarda contiene la scena più forte tra due figure femminili in tutta la storia dell’opera: uno di quei momenti in cui Donizetti, capace di leggerezza come nell’Elisir d’amore e nel Don Pasquale, precorre il Verdi più drammatico. Già verdiana è anche l’opposizione tra i sentimenti privati e le cariche pubbliche, così come la messa in gioco, nelle vicissitudini dei singoli, di valori collettivi di importanza storica: la protestante Elisabetta contro la cattolica Maria Stuarda. Ma Maria Stuarda è soprattutto l’ennesimo omaggio di Donizetti alla donna, alla sua profondità emotiva e alla sua ricchezza caratteriale, tradotte in musica attraverso lo stile del belcanto: Maria come Anna Bolena, come Lucia, come l’Elisabetta del Roberto Devereux.

Protagonista per questa prima al Carlo Felice  un cast straordinario: Maria Stuarda: Elena Mosuc (Desirée Rancatore); Elisabetta: Silvia Tro Santafe (Elena Belfiore); Roberto, Conte di Leicester: Celso Albelo (Alessandro Fantoni); Giorgio Talbot: Andrea Concetti; Lord Guglielmo Cecil: Stefano Antonucci; Anna Kennedy: Alessandra Paloma.

FRANCESCA CAMPONERO

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