Per i migranti 700 m2 in via Venti, Doria: non è scelta sciagurata

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A Genova ci sono 54.406 stranieri residenti, 27,6% ecuadoriani
Il sindaco di Genova Marco Doria alla festa della fratellanza con gli ecuadoriani
Il sindaco di Genova Marco Doria alla festa della fratellanza con gli ecuadoriani

GENOVA. 21 AGO. Anziani e bimbi di famiglie indigenti genovesi in periferie degradate o nei caruggi assediati dalla criminalità, spesso in condizioni umanamente inaccettabili.

Immigrati in un alloggio di 700 metri quadrati, perfettamente ristrutturati e dotati di ogni comfort, al civico 11 della prestigiosa via Venti Settembre, accanto al Mercato Orientale.

Per il governatore ligure Giovanni Toti è una scelta sciagurata di Renzi e Doria. Per il sindaco di Genova, invece, è una scelta corretta.

 

Ecco il testo del comunicato diffuso ieri da Marco Doria: “Stiamo affrontando un’emergenza che richiede un impegno di tutte le Istituzioni. Nessuno nega ci siano delle criticità, ma è importante reagire con equilibrio, ognuno nel proprio ruolo. Dal confronto con la Prefettura è emersa la decisione di destinare specificamente all’accoglienza di famiglie con minori l’appartamento di via XX settembre.

Crediamo sia una scelta corretta che richiamerà ancora più forte il nostro impegno per l’integrazione. Ci aspettiamo un impegno serio da parte del Governo, sia nei rapporti con l’Europa, sia in quelli con i paesi di origine, in particolare nella gestione delle situazioni di coloro che non ottengono il riconoscimento dello status di rifugiato (cosiddetti diniegati) per i quali è necessario prevedere percorsi di rimpatrio o diverse modalità di immigrazione.

Mentre le Prefetture gestiscono le emergenze, i Comuni, tutti i Comuni, sono chiamati a favorire l’integrazione: trasformando gli interventi di emergenza in percorsi di accoglienza diffusa, collaborando con le organizzazioni del terzo settore per favorire l’abitare in appartamenti, l’incontro con la società civile, il volontariato dei migranti, la formazione, l’inserimento lavorativo. Sono alcune centinaia i richiedenti asilo impegnati in azioni di volontariato; il loro operato ha restituito decoro a giardini, spiagge, orti e serre, musei. Sono molti coloro che hanno raggiunto una condizione di autonomia abitativa e lavorativa.

Ci vuole l’impegno di tutti per favorire questo tipo di percorsi. È questa la risposta civile alla preoccupazione diffusa e condivisa che deriva dalla constatazione che oggi molti richiedenti asilo passano molte ore senza nessun impegno, condizione che, in primis, mette loro stessi a grave rischio di depressione. Contemporaneamente deve restare costante l’impegno nostro e delle Forze dell’Ordine nel prevenire e contrastare ogni comportamento che generi difficoltà di convivenza. Non si affrontano le difficoltà erigendo muri, ma costruendo ponti con consapevolezza e rigore”.

 

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