Peer Education. La cultura del rispetto oggi al Bergese

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Ilaria Caprioglio oggi al Bergese parla di peer education
Ilaria Caprioglio oggi al Bergese parla di peer education
Ilaria Caprioglio oggi al Bergese parla di peer education

GENOVA. 7 APR. Questa mattina presso l’Istituto Alberghiero Nino Bergese (Via Giotto 10) avrà luogo un incontro  laboratorio territoriale sulla peer education nell’ambito della rassegna Disconnect.

La scuola e la rete contro la violenza di genere, uno dei due filoni del Fuori Festival del Festival dell’Eccellenza al Femminile diretto da Consuelo Barilari.

Peer Education. La cultura del rispetto è un laboratorio dedicato agli studenti degli istituti superiori ma a cui il pubblico può partecipare in qualità di ascoltatore, proprio perché trattandosi di una realtà nuova e poco nota si vuol dare la possibilità a tutti di rendersi conto di quanto possa essere importante la comunicazione tra coetanei per la trasmissione di messaggi positivi. Con Ilaria Caprioglio, avvocato e scrittrice, e Rachele Donini, psicologa del SERT di Savona, vedremo infatti all’opera i giovanissimi Peer Educator Margherita Niccolini, Aurora Colla, Cristiano Carai e Gabriele Berlingeri.

 

La peer education ovvero Educazione tra Pari identifica una strategia educativa volta ad attivare un processo spontaneo di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un processo di comunicazione globale, un’esperienza profonda ed intensa con un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e sintonia tra i soggetti coinvolti.
Questa pratica va oltre la consueta pratica educativa e diviene una vera e propria occasione per il singolo soggetto, il gruppo dei pari o la classe scolastica, per discutere liberamente e sviluppare momenti transferali intensi.
Le attività di questo format indagano nell’era del web le motivazioni della perdita del rispetto del “se” e dell”altro” soprattutto tra i giovani; analizzando gli strumenti di comunicazione apparentemente “proibiti ai minori” ma in realtà accessibili in rete.

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