Pd: primarie anche se si ricandida Doria. Lega e M5S gongolano: vinciamo noi

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Il sindaco Marco Doria parla ai lavoratori Ericsson davanti alla Prefettura
Il sindaco Marco Doria parla ai lavoratori Ericsson davanti alla Prefettura
Il sindaco Marco Doria parla ai lavoratori Ericsson davanti alla Prefettura

GENOVA. 1 LUG. Doria come Sansa. Addio Unità.

Il Pd ha deciso di indire a Genova le elezioni primarie, anche se il sindaco Marco Doria si ricandiderà alle amministrative del 2017.

La scelta, comunicata oggi dal segretario provinciale Alessandro Terrile, è un terremoto politico perché in questi quattro anni e rotti il partito si è ostinato a fare la stampella del marchese rosso, anche in nome dell’Unità a sinistra.

 

Spesso andando contro le opinioni di parte del partito, ma soprattutto dei consiglieri piddini a Tursi. Uno scontro a tratti violento (politicamente parlando) che ha via via portato alle dimissioni di alcuni del Pd (ma anche di Gian Pastorino di Sel e di Antonio Bruno di FdS) fuoriusciti ufficialmente dalla maggioranza a sostegno di Doria.

Il risultato è che il sindaco è stato costretto a mescolarsi con quelli del mercato delle vacche (denunciato a Tursi dal capogruppo M5S Paolo Putti) per far passare il bilancio e non andare a casa.

Marco Doria non ha commentato. Finora ha solo annunciato di sciogliere la riserva sulla sua eventuale ricandidatura “entro la fine dell’anno”.

Alla prossima tornata elettorale, quindi, il Pd esprimerà un suo candidato che probabilmente non sarà Doria.

Alle elezioni del 1997, la “punta esterna” della sinistra, il magistrato e poeta Adriano Sansa, non venne più candidato dall’Ulivo a causa di “insufficiente capacità di interlocuzione”. Al suo posto fu scelto Giuseppe Pericu, che vinse, anche perché l’ex primo cittadino ottenne uno scarso risultato (13% dei voti).

Se il sindaco Doria farà come il suo predecessore, forse raccoglierà più o meno gli stessi voti. Togliendoli però al centrosinistra.

Lega-FI-FdI-Ncd gongolano, come quelli del M5S: “A Genova vinceremo noi”. Fabrizio Graffione