Pd: assistenti sociali delle coop per la lotta contro la mafia

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dia DIREZIONE INVESTIGATIVA ANTIMAFIA
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Agenti della Direzione investigativa antimafia: per il Pd anche le assistenti sociali e i volontari del Terzo Settore devono essere impiegati contro la lotta alla mafia

GENOVA. 25 GEN. Il gruppo del Pd oggi ha presentato la proposta di legge regionale depositata la scorsa settimana in via Fieschi per la lotta  alle mafie e la promozione della legalità.

Introduzione in giunta regionale del Comitato per la legalità e la trasparenza degli atti pubblici; iniziative di formazione per il personale dell’Ente che si occupa di contratti e bandi; implementazione delle misure per la legalità e la trasparenza negli appalti pubblici e un finanziamento di 650 mila euro all’anno per questo tipo di iniziative.

Sono questi i cardini della proposta del Pd, che è stata presentata stamane da tutti i consiglieri democratici alla presenza di Stefano Busi, referente regionale Libera Liguria.

 

“Sul tema dell’educazione alla legalità e al contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa, dei fenomeni dell’usura e dell’estorsione e del sostegno alle vittime di reati – hanno spiegato i consiglieri Pd  – è necessario che la Regione promuova e stipuli convenzioni con le organizzazioni del Terzo Settore e in particolare con le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale che operano in questo campo”.

Pertanto, la proposta di legge prevede anche l’istituzione all’interno del registro regionale del volontariato e dell’associazionismo un’apposita sezione riservata al Terzo Settore.

Altro punto di rilievo, è l’idea che sia la Regione a proporre la conclusione di accordi e la stipula di convenzioni con le autorità statali operanti sul territorio regionale nel settore della tutela o dell’ambiente ai sensi dell’articolo 13 della Legge 8 luglio 1986 , n. 349. Rimane quindi “centrale l’implementazione di misure per la legalità e la trasparenza dei contratti e degli appalti pubblici, con l’obiettivo di prestare maggiore attenzione al rispetto dell’indipendenza e della terzietà nella nomina delle commissioni giudicatrici, sia per quanto concerne i soggetti che procedono alla nomina sia per i soggetti candidati e nominati nelle commissioni, contro il rischio d’infiltrazione mafiosa e della criminalità organizzata”.

 

 

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