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Paure infondate: migranti in rivolta per sigarette e mancetta. Abitanti esasperati

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Migranti rivolta (foto di repertorio)

Paure infondate, dicono alcuni, ma la triste realtà appare un’altra. Ennesima rivolta in un centro migranti. In passato perché il menu non era di loro gusto. Ora perché, secondo alcune testimonianze, vogliono più soldi di “mancetta” oppure si lamentano che il wi-fi dello smartphone non funziona a dovere.

Non è tutto. C’è anche la pretesa di ricevere in anticipo il pagamento del cosiddetto pocket money mensile, oltre alla richiesta di una carta d’identità ed una tessera sanitaria per poter acquistare le sigarette nei distributori automatici, come accaduto ieri alla Spezia, vicino alla stazione ferroviaria, dove gli abitanti esasperati hanno chiamato le forze dell’ordine che con non poca fatica sono riusciti a riportare la calma in via Spallanzani.

La rivolta è stata organizzata e condotta da una dozzina di migranti, quasi tutti giovani maschi africani, ospiti di una coop.


Secondo polizia e carabinieri, intervenuti con diverse pattuglie, un 21enne richiedente asilo, che si rifiutava di partecipare alla dura protesta, è stato picchiato dai compagni e spinto contro uno specchio che è andato in frantumi.

“Non ne possiamo più – hanno raccontato gli abitanti della zona – non riusciamo più a dormine la notte ed abbiamo paura. La situazione è diventata insostenibile. L’episodio di ieri è soltanto l’ultimo di una lunga serie. Se ne devono andare altrove”.

 

 

 

11 COMMENTI

  1. Be’ a questo punto i pensionati Italiani con importi al di sotto della soglia di sopravvivenza sono autorizzati a circolare armati di AK 47 comunemente chiamato Kalashnikov. Ma non no scherziamo. Se hanno preso l’Italia come un albergo, e la sistemazione non è gradita che cambino sistemazione, cioè, nazione.

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