Passa in solitaria la riforma sul Tpl: Pd, M5S e RaS abbandonano l’aula

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L'assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino
L'assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino
L’assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino

GENOVA. 29 LUG. Il consiglio regionale ha approvato poco fa la riforma del Trasporto pubblico locale, senza l’opposizione in aula e senza pubblico sugli spalti. La legge di modifica del Tpl di Toti e Berrino archivia il bacino unico.

Prima del voto Pd, M5S e Rete a Sinistra hanno abbandonato la seduta “contro la decisione della Giunta Toti di chiudere il Consiglio ai lavoratori del Tpl”.

Per la Lega Nord Liguria si è trattato di un “atto strumentale, uno show mediatico”.

 

Per Forza Italia di una “sceneggiata perché sono senza argomenti”.

La maggioranza ha continuato la seduta con i suoi 16 consiglieri su 31.

Il presidente del consiglio Francesco Bruzzone e il governatore Giovanni Toti hanno spiegato di non avere “chiuso le porte” ma di avere “solo contingentato gli ingressi per consentire il buon andamento dei lavori, come previsto dal regolamento”.

Le opposizioni hanno attaccato Bruzzone e giunta Toti spiegando che si è trattato di un “atto antidemocratico”.

La modifica prevede l’abolizione del bacino unico di servizio, l’abolizione della gara unica per l’affidamento del servizio, la soppressione dell’agenzia regionale del trasporto pubblico locale e l’istituzione di quattro bacini provinciali e quattro gare per affidare il servizio

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