Parmalat dà lavoro, ma Genova si ribella al dominio: no ai ricatti

7
CONDIVIDI
Il volantino web dei genovesi che girava tra i social network: ora spuntano nuovi acquirenti per il nostro latte
Il volantino web dei genovesi che gira online tra i social network, Assoutenti: no ai ricatti delle multinazionali
Il volantino web dei genovesi che gira online tra i social network, Assoutenti: no ai ricatti delle multinazionali

GENOVA. 17 APR. “La libertà di scelta dei consumatori non può subire ricatti da nessuno: se i lavoratori di Parmalat hanno problemi, la colpa è della multinazionale Lactalis e delle sue scelte industriali, non dei consumatori e degli allevatori”.

Lo dicono le associazioni dei Consumatori genovesi, che ieri insieme all’Unicef hanno organizzato con successo la distribuzione del latte a 50 cents in piazza De Ferrari per salvare il latte delle valli genovesi e aiutare i bimbi di tutto il mondo.

Intanto, se don Valentino Porcile ha fatto retromarcia, sul web prosegue il tam tam per l’appello al boicottaggio dei prodotti della multinazionale Parmalat-Lactalis.

 

“Quello di ieri – hanno aggiunto gli organizzatori – è stato un successo strepitoso che ha visto uniti allevatori, associazioni dei consumatori ed istituzioni per la salvaguardia del latte delle valli genovesi: in poco più di un’ora sono state distribuite 400 bottiglie, un forte segno di solidarietà verso i nostri produttori dell’entroterra, ma anche verso Unicef, a cui l’intero ricavato verrà devoluto.

Assoutenti ringrazia il presidente della Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Doria, per aver preso parte all’iniziativa, testimoniando la vicinanza e l’interessamento delle istituzioni.

Un grande ringraziamento va anche ai volontari dell’Unicef, alle centinaia di genovesi, che pazientemente hanno fatto la coda per acquistare la loro bottiglia di latte e soprattutto ai nostri allevatori. Anche loro hanno diritto di vivere quanto i lavoratori della Parmalat.

Sbaglia chi contrappone gli uni agli altri.

Sbaglia chi vuole condizionare le scelte del consumatore con il ricatto dei posti di lavoro.

Diciamo forte e chiaro: libera scelta in libero mercato, se la Parmalat non vuol comprare il latte delle valli genovesi lo compriamo noi, e non scarichi sulle nostre scelte colpe che non abbiamo! I suoi lavoratori meritano lo stesso rispetto e la stessa dignità che devono essere riservati agli allevatori. A Parmalat, che non ha valutato quali sarebbero potute essere le conseguenze delle sue scelte industriali, chiediamo un incontro insieme agli allevatori, per trovare una soluzione che vada bene a tutti.

Bere latte della propria valle, come produrre tecnologie per la pace, avere tram al posto di bus e, più in generale, poter scegliere liberamente: queste sono le cose giuste, le altre quelle sbagliate”.

 

7 COMMENTI

  1. Parmalat poteva a suo tempo evitare di chiudere la centrale del latte di Genova e per contro trasformarla in punto di lavorazione e vendita dei prodotti locali…invece anche in questo caso come om tanti altri si è preferito tirare la catena

  2. scusate una domanda se il.latte genovese viene buttato come fa la parmalat avendere il.latte oro genovese e inportato unaltra truffa io non conpro piu latte oro e non mifido piu dei prodotti parmalat?

    • Il latte Oro è sempre ottimo e Italiano. Non prendono più quello degli allevatori dovuto ad una cattiva rete di raccolta e per preservare la qualità del prodotto.

  3. Il latte fresco non è mai stato delle valli genovesi..lo usavano per fare latte uht e altri prodotti. Quindi il latte continua ad essere buono proveniente dagli ottimi allevamenti della Lombardia, Emilia Romagna e Lombardia.

LASCIA UN COMMENTO