Panorama d’Italia, l’Italia riparte da Genova?…speriamo di sì

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Panorama d'Italia presso l'Università telematica Pegaso
Panorama d'Italia presso l'Università telematica Pegaso
Panorama d’Italia presso l’Università telematica Pegaso

GENOVA. 31 MAR. Questa mattina a Palazzo Lercari Parodi, sede dell’Università Telematica Pegaso, nel giorno della nomina del nuovo presidente di Confindustria, a Panorama d’Italia si è parlato di competenza e competitività.

Al dibattito L’Italia riparte da Genova, moderato dal direttore di Panorama Giorgio Mulè, si è parlato di competenza, flessibilità, e competitività come parole chiave per il futuro dell’imprenditoria italiana e genovese. Sono intervenuti alcuni tra gli interlocutori più importanti sul tema, nel territorio ligure: Fabrizio Ferrari, vicepresidente vicario Confindustria, Aldo Sutter, presidente di Gruppo Sutter, Michele Piana, pro-rettore Università degli Studi di Genova, Alessandra Grimaldi, dell’omonimo gruppo di famiglia, Vittorio Pellegrini, direttore Graphene Labs dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Maria Cristina Farioli, direttore marketing, comunicazione e citizenship IBM Italia, ed Edoardo Rixi, assessore regionale allo Sviluppo economico.

Tutti d’accordo sulla ripresa economica del nostro paese dopo anni di crisi, ma…” Un anno di ripresa su 7 di crisi può cambiare ben poco – ha detto Fabrizio Ferrari – Il problema generale è lavorare sulle trimestrali. Questo è un concetto sbagliato. L’impresa ha bisogno di tempi lunghi. Certo meglio avere una decisione rapida piuttosto che non averla, mal’ottica deve sempre viaggiare a lunga scadenza. “

 

Aldo Sutter ha invece sottolineato il tema importante delle competenze:”Io non ho le ossessioni delle trimestrali, ma i risultati devono arrivare comunque – ha detto l’imprenditore – me ne sono andato da Genova, mio padre mi ha mandato in America. Lì ho imparato ad imparare. Ad oggi quello che impariamo diventa obsoleto in breve tempo. Il tema delle competenze non si può più improvvisare, la creatività italiana da sola non basta più.”

Per il pro-rettore dell’ Ateneo genovese , la nostra città è in crisi da ben più di 7 anni: ” L’occupazione ad oggi funziona a livello medio, alzare il livello medio è crucciale in un momento come questo. Noi dobbiamo parlare col nostro territorio che ha tanti problemi, ma sta rinascendo. Noi professori universitari dobbiamo capire che bisogna risolvere questi problemi attraverso le discipline. Le riforme sono un incubo, non si può lavorare se ogni 2 anni cambiano tutto”.

Vittorio Pellegrini ha parlato dell’importanza della ricerca mettendo in luce le proprietà del grafene, un materiale del futuro, il più sottile al mondo, mentre la Dott.ssa Farioli ha raccontato i poteri di Watson , il supercomputer che genera conoscenza e che è anche in grado di imparare. Watson interagisce con le persone in linguaggio umano, contestualizza e genera risposte al 98% più probabili. Watson va ad incrementare la capacità conoscitiva dell’uomo in tempi velocissimi. Ora la formazione è mirata ad  insegnare all’uomo a dialogare con Watson”.

Alessandra Grimaldi ho posto il dito sulla piaga riguardo la lentocrazia dei sistemi  istituzionali: ”Ci vuole una gestione più dinamica, fatta di grande coraggio –  afferma la proprietaria di Grandi Navi Veloci – I porti devono diventare globali, le autorità portuali liguri devono andare in Asia e stringere alleanze che portino incremento turistico da noi. Dobbiamo creare accordi con compagnie di crociere e compagnie aeree . L’aeroporto di Genova deve crescere per un’offerta turistica più importante”.

Edoardo Rixi, cattivandosi la simpatia dei presenti, ha detto quello che tutti volevano sentire: “Oggi è emerso che si parla di globalizzazione, quando Genova ricordiamo che è pratica di globalizzazione da secoli! Cos’è successo negli ultimi 50 anni? Sono finite le capacità dei genovesi di scommettere, le capacità di capire come sfruttare quello che abbiamo , le nostre ricchezze, in primis un porto al centro d’Europa. La scommessa è: non vendiamo l’oro come fosse piombo. Le capacità e le eccellenze ci sono, ma la burocrazia uccide tutto. Abbiamo bisogno di regole più flessibili, l’amministrazione pubblica si deve semplificare. Il compito di noi politici è quello di sbloccare questo sistema fare da ponte tra le diverse realtà imprenditoriale per snellirne i maledetti processi burocratici”.

Aspettiamo fiduciosi che queste parole diventino realtà.

FRANCESCA CAMPONERO

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