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Palmaria ed abusivismo, sequestri della forestale e denunciati proprietari

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Palmaria ed abusivismo, sequestri della forestale e denunciati proprietari

LA SPEZIA. 27 OTT. In seguito a complesse indagini svolte dal corpo forestale dello stato di La Spezia, coadiuvato da un consulente tecnico incaricato dalla locale Procura della Repubblica, in al sequestro dello scorso aprile di un fabbricato nella medesima località, il Gip del Tribunale della Spezia ha emesso decreto di sequestro preventivo di otto tra fabbricati e ruderi, dieci mappali di terreni e altre opere accessorie realizzate su altri due mappali (per un totale di ca. 6 ettari di superficie), tutti in località Colle Bruciato dell’isola Palmaria, nel Comune di Porto Venere, appartenenti ai medesimi proprietari del fabbricato già oggetto del primo sequestro.

Nell’aprile scorso venne sequestrato un primo manufatto già originariamente accatastato come fabbricato rurale ma poi divenuto, con procedura che sarebbe stata valutata in sede di indagine, ad uso residenziale e relativamente al quale erano in corso lavori di ristrutturazione privi di titolo abilitante idoneo.

Tali indagini hanno permesso di accertare che tale illecita procedura era stata seguita, dai medesimi proprietari, non solo con riferimento al fabbricato in questione, ma anche con riferimento ad un complesso di beni presenti nella medesima zona.


In sostanza dalle indagini, i due proprietari, familiari, uno proprietario e l’altro usufruttuario, hanno, nel tempo, proceduto all’acquisto di numerosi appezzamenti di terreno, poi hanno accatastato ruderi e manufatti presenti su tali appezzamenti con falsa rappresentazione degli stessi ed infine li hanno sottoposti ad opere di ristrutturazione e ampliamento, in alcuni operando senza titolo, in altri godendo di un titolo che non sarebbe stato rilasciato con una rappresentazione fedele, in altri ancora procedendo ad ampliamenti e cambiamenti di destinazione d’uso comunque non consentiti.

L’area in questione, inoltre, era stata recintata, dotata di cancello di ingresso con manufatti e piante che impedivano la vista all’interno, e di una viabilità in terra battuta lunga 135 metri e con larghezza variabile dai 2 ai 2,5 metri, dopo un’illecita demolizione di preesistenti muretti a secco e distruzione di parte del bosco circostante.

Tutto quanto sopra ha determinato la contestazione di dieci capi di imputazione per reati ambientali, urbanistici ed edilizi, tra i quali, visti il complesso degli interventi effettuati ed il fatto che gli stessi hanno determinato l’illecita radicale trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, il reato di lottizzazione abusiva.
Come noto, l’area in questione, compresa nel tratto tra il Centro di Educazione Ambientale, posto sulla sommità dell’isola, e la località Carlo Alberto, è di elevatissimo pregio ambientale ed è soggetta a numerosi vincoli.

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