Palazzo Reale: domani apertura gratuita, storia della reggia

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Palazzo Reale Genova
Palazzo Reale Genova
Palazzo Reale Genova. Galleria degli specchi

Genova. 2 GEN. Domenica 3 gennaio il Museo di Palazzo Reale in via Balbi 10 aderisce all’iniziativa DOMENICALMUSEO, promossa dal MiBACT, consentendo ai visitatori l’ingresso gratuito dalle 13.30 alle 19.00. All’interno delle sale sarà possibile ammirare le decorazioni, a stucco e ad affresco, i quadri, le sculture, gli arredi e le suppellettili appartenuti alle tre famiglie, Balbi, Durazzo e infine Savoia, che l’hanno abitato nel corso dei secoli.

STORIA DEL PALAZZO

La costruzione del palazzo cominciò fra il 1618 e il 1620 ad opera di Stefano Balbi e Gio Francesco Balbi II, la cui potente famiglia – quella dei Balbi – era già coinvolta nel processo di pianificazione e costruzione di altri edifici della via che avrebbe portato il loro nome. Tra il 1643 e il 1655 incominciò la seconda fase della costruzione ad opera degli architetti Pier Francesco Cantone e Michele Moncino, con un corpo centrale quadrato e due ali laterali che si prolungavano verso il mare.

Palazzo Reale Sale interne
Palazzo Reale Sale interne

 

Nel 1645 Francesco Maria Balbi assunse l’incarico del progetto, fece costruire il giardino, rinnovò il piano inferiore e commissionò gli affreschi per decorare le stanze e con il cugino Giovanni Battista Balbi ne finirono la costruzione. Nel 1677 la famiglia Balbi vendette il palazzo alla famiglia Durazzo che lo ampliò con l’incorporazione di un vicino fabbricato (1685) e sopraelevato (1694) e nel 1705 la costruzione fu completamente trasformata da Carlo Fontana, l’architetto ticinese che ne modificò il portale, l’atrio e gli scaloni, aggiunse il cortile e il giardino pensile affacciato su via Prè e il bacino del Porto Vecchio, creando un insieme di grande valore scenografico.

E sempre in quegli anni venne incorporato anche il teatro del Falcone, attivo già da diversi anni. Nel 1823 gli eredi lo vendettero al re di casa Savoia che lo adibì a residenza ufficiale e nel 1842 la famiglia reale incaricò lo scenografo genovese Michele Canzio di trasformare alcuni ambienti, come le sale del Trono e delle Udienze e il salone da Ballo, per adattarle alle nuove necessità di rappresentanza. Nel 1919 divenne demanio dello Stato. Il palazzo, nella parte a mare, aveva un’appendice, che i genovesi chiamavano “Ponte Reale”, che scavalcando la strada carrabile (oggi via Gramsci) collegava direttamente il palazzo con l’imbarcadero del porto. Questa parte di edificio è stata abbattuta nel 1964 in occasione della costruzione della strada sopraelevata. ABov.

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