Storia e costruzione del Palazzo Nicolosio Lomellino

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Palazzo Nicolosio Lomellino, storico Palazzo dei Rolli
Palazzo Nicolosio Lomellino, storico Palazzo dei Rolli
Palazzo Nicolosio Lomellino, storico palazzo dei Rolli

GENOVA 4 GEN. Storia e costruzione del Palazzo Nicolosio Lomellino, lo storico Palazzo dei Rolli di Via Garibaldi a Genova.Il palazzo è costruito tra il 1559 e il 1565 da Giovan Battista Castello detto il “Bergamasco” e da Bernardino Cantone per volere di Nicolosio Lomellino, esponente di una famiglia in piena ascesa economica e politica. Agli inizi del Seicento la proprietà passa alla famiglia Centurione che effettua una ristrutturazione interna, poi ai Pallavicini, ai Raggi ed infine ad Andrea Podestà, più volte sindaco di Genova tra il 1866 e il 1895.

La facciata, dove si percepisce la forte presenza del Bergamasco, è movimentata da una ricca decorazione a stucco, con erme femminili alate, a sorreggere la cornice marcapiano del pianterreno; nastri e drappi a reggere, al primo piano, trofei d’armi; ghirlande e mascheroni a coronamento delle finestre, con figure classiche entro medaglioni ovali, al secondo.

Stucchi nell'androne
Stucchi nell’androne

In due salotti del piano nobile Giacomo Antonio Boni affresca Giove e la capra Amaltea e Domenico Parodi Bacco e Arianna. Di Lorenzo De Ferrari è la decorazione a stucco e ad affresco con figure di divinità sulla volta della galleria. Il salone decorato da Tommaso Aldrovandini, è arricchito dalla serie di tele con Storie di Diana eseguita da Marcantonio Franceschini.

 

Le vicende storico-artistiche di palazzo Nicolosio Lomellino a Genova e il recente, sensazionale ritrovamento

Bernardo Strozzi, La Cuoca, 1625
Bernardo Strozzi, La Cuoca, 1625

di un ciclo di affreschi realizzati nel 1623-1624 dal pittore genovese Bernardo Strozzi e successivamente occultati a causa di una lite con il committente Luigi Centurione. I documenti, ancor oggi esistenti, relativi alla lite intercorsa tra l’artista e Centurione (1625), confermano l’intervento del pittore in tre stanze del primo piano nobile, i cui affreschi furono celati dai successivi interventi con uno spesso strato di intonaco e una controsoffittatura nel salone centrale. Rimossa nel 2002, al di sotto di essa è ricomparsa, con i suoi colori smaglianti, l’Allegoria della Fede. Nelle altre due stanze, in condizioni più precarie, sono stati rinvenuti l’Astrologia e frammenti con la Navigazione e Tritoni. ABov.

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