Paita: Toti come Totò, vende cose non sue

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anziano truffato
Il capogruppo Pd Paita accusa il governatore Toti di vendere cose non sue, come il Principe De Curtis
anziano truffato
Paita (Pd) accusa il governatore Toti di vendere cose non sue come faceva il Principe De Curtis

GENOVA. 3 NOV. “I liguri credevano di aver eletto Toti e invece si ritrovano un Totò che tenta di vendere cose non sue, l’aeroporto o i porti, proprio come il Principe De Curtis faceva con la Fontana di Trevi. Il risultato è che nel resto d’Italia tutti ridono della nostra povera Liguria. Il governatore dimostra di avere una grande confusione in testa in materia di portualità. Se le anticipazioni giornalistiche sul cosiddetto Growth Act fossero vere, penserei che si tratta soltanto di fuffa. Tagliare l’Irap era un’idea dello scorso governo di centrosinistra e per il resto non c’è nulla”.

Il capogruppo Pd Raffaella Paita stamane a lato dei lavori consiliari e dell’incontro con i lavoratori di CoopSette in Regione, ha di nuovo sparato a zero sul suo ex competitor elettorale: “Basta melina, il Presidente Toti convochi subito il tavolo regionale per ricollocare i lavoratori dell’edilizia in crisi nei cantieri locali che stanno per aprire in Liguria grazie ai finanziamenti del Governo Renzi e al lavoro della precedente amministrazione regionale”.

Poi Paita ha aggiunto: “Ci sarebbe prima di tutto da domandarsi se il presidente della Regione conosce le leggi dello Stato o invece il suo vero obiettivo è quello di aprire uno scontro politico con il Governo sul tema della portualità, mettendo a rischio stabilità, affidabilità e reputazione dei nostri scali.  Nel momento in cui il Governo sta varando una delicata riforma, Toti dovrebbe mostrare più cautela istituzionale. La sua proposta di Spa aperta ai privati ricalca quella della società di corridoio proposta in Piemonte dalla Giunta Cota, ripetutamente bocciata in tutte le sedi. Insomma gli hanno venduto come nuova una “patacca” già scartata altrove e non se n’è neppure accorto. Inoltre tra le pieghe della proposta spunta una privatizzazione del demanio, ossia di quello che noi riteniamo un bene pubblico fondamentale, che rischia di potenziare ulteriormente la cementificazione a filo costa in perfetta coerenza con la disastrosa proposta del Piano Casa. Ormai la sua strategia l’abbiamo capita. Fare ogni giorno comunicazioni roboanti su argomenti sui quali non ha alcuna competenza, annunciare proposte irrealizzabili, fornire ai giornali notizie che in realtà non sono altro che propaganda per distogliere l’attenzione dai problemi reali, quasi mai affrontati”.

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