Paita e Salvatore bisticciano su trivelle: Toti, Rixi e Doria operativi sul Polcevera

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Intervento dei vigili del fuoco per lo sversamento nel Polcevera
L'ntervento dei vigili del fuoco a Fegino per lo sversamento nel Polcevera
L’ntervento dei vigili del fuoco a Fegino per lo sversamento nel Polcevera

GENOVA. 18 APR. Raffaella Paita (Pd) e Alice Salvatore (M5S) bisticciano ancora sulle trivelle. Mentre il sindaco Doria e l’instancabile assessore Crivello per il Comune, il governatore Toti con la vice Viale e gli assessori Giampedrone e Rixi, sono operativi sul campo per l’inquinamento Iplom, anche con sopralluoghi sul Polcevera.

“Il referendum sulle trivelle – ha detto il capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita – non ha raggiunto il quorum: gli italiani hanno capito che in questa votazione non erano in gioco l’ambiente e la qualità del mare, ma si trattava semplicemente di un tentativo tutto politico e maldestro di assestare una spallata al Governo Renzi. Il risultato è che alle urne si è presentato il 32% degli aventi diritto. Hanno vinto i lavoratori e hanno perso Salvini, Grillo e “l’armata anti-Renzi”, che preferiscono un Paese fermo per i propri giochi di parte. Persone come Toti che ha buttato la Liguria in quest’impresa sperando di diventare l’anti-Renzi. Facendo così però il governatore ha soltanto dimostrato di non capire che in Liguria non c’è spazio per questi giochetti, visto che l’affluenza al referendum è stata risibile in tutta la regione (31,6%) così come nella sua Ameglia (32%)”.

“Paita e il Partito Democratico cavalcano politicamente l’esito delle urne, spacciando per vittoria quella che è una sconfitta democratica del paese, in linea con il proprio leader nazionale che, invitando all’astensione, ha compiuto un reato penale – hanno replicato Alice Salvatore e Marco De Ferrari, consiglieri regionali del M5S – è incredibile come Paita strumentalizzi una questione così delicata e decisiva per lo sviluppo economico di questo paese, derubricandolo irresponsabilmente a mero giochino politico. A differenza di Paita e i suoi, guardiamo con grande speranza agli oltre 15 milioni di cittadini che, votando (e l’86% ha votato SÌ), hanno inviato un messaggio chiaro a Renzi e alle lobby del petrolio, difendendo il diritto a un futuro di mari puliti, energie rinnovabili, efficienza energetica, turismo sostenibile e quindi benessere. Lo hanno fatto spalleggiando 8 mesi di totale disinformazione su questo referendum, sfidando il Governo di Trivellopoli e un ex Presidente della Repubblica che, violando l’articolo 48 della Costituzione, ha invitato all’astensione”.

 

 

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