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Paita e Michelucci (Pd): no all’abolizione del Parco di Montemarcello-Magra

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La capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita

GENOVA. 25 SET. “No alla soppressione del Parco di Montemarcello Magra-Vara e più finanziamenti per farlo vivere e rilanciarlo”.

È questo, in estrema sintesi, il succo dell’intervento fatto oggi dai consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Juri Michelucci, nel corso dell’incontro con Sindaci, le associazioni e i soggetti che fanno parte della Comunità del Parco. Un faccia a faccia chiesto proprio dagli esponenti del Partito Democratico, a seguito della proposta di legge dei consiglieri del centrodestra Andrea Costa (Liguria popolare) e Giovanni De Paoli (Lega), che punta a eliminare l’Ente.

“Abbiamo fortemente voluto questo incontro – spiegano Paita e Michelucci – per ribadire la nostra contrarietà alla cancellazione del Parco. Questa proposta di legge danneggerebbe profondamente ed esclusivamente il nostro territorio, visto che la soppressione non riguarderebbe le altre aree liguri protette.


Il Parco di Montemarcello è, e deve continuare a essere, un punto di forza della nostra realtà sotto tanti aspetti: manutenzione, sicurezza, sviluppo e valorizzazione anche dei prodotti del nostro territorio. Le condizioni per rilanciare quest’Ente ci sono tutte e ci impegneremo per questo”.

Secondo Paita e Michelucci per far vivere il Parco servono prima di tutto “degli adeguati finanziamenti regionali, visto che la Giunta Toti li ha tagliati del 15% (e questo vale per tutte le aree protette). I soldi servono per sanare il problema delle discariche abusive. Ma sarebbe anche importante approvare un piano regionale”.

Gli esponenti del Pd hanno ricordato il ruolo “importantissimo del Parco di Montemarcello in tema di tutela e conservazione delle aree protette, dei percorsi, degli ecosistemi, del bacino idrografico della Magra e del Vara, di difesa e ripristino delle tradizioni e dei valori delle comunità locali, di sviluppo della biodiversità e di ripopolamento delle aree. Certo, occorrono un maggiore coinvolgimento dei cittadini e nuove idee”. Fra queste ci sono lo stop alla proroga sui frantoi; creare una sinergia fra Parco e canale lunense; il recupero del vecchio piano della nautica e una maggiore valorizzazione del porticciolo; la destinazione di parte del canone pagato da Acam per il prelievo dell’acqua dai pozzi al fiume e l’affidamento, al parco, di lavori come lo sfalcio e la pulizia dei canali. Il Parco non è un ostacolo, ma un’opportunità che va colta”.

 

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