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Paita e Lunardon (Pd): no all’aumento dei biglietti dei treni liguri

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Treni e mattinata di delirio per liguri diretti a Spezia per guasto

GENOVA. 28 DIC. “No all’aumento dei biglietti dei treni liguri”. A chiederlo sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Raffaella Paita e Giovanni Lunardon, dopo che, ricordano gli esponenti del Pd, Trenitalia ha confermato di un aumento tariffario del 5% sui ticket e sugli abbonamenti regionali.

“L’incremento per quest’ultimo titolo di viaggio è già scattato sulla prevendita il 25 dicembre scorso, a partire dal primo gennaio 2017, e cioè tra pochissimi giorni- hanno aggiunto Paita e Lunardon – Trenitalia e la Giunta Toti avevano già concordato questa misura il 10 dicembre, ma non l’hanno mai comunicato né ai cittadini né tanto meno al Consiglio regionale. Un bel regalo di Natale e di inizio anno nuovo, non c’è che dire, a fronte di un servizio che purtroppo resta insoddisfacente.

I convogli sono spesso sporchi e i tempi di percorrenza sempre più lenti. Per non parlare poi dei ritardi e delle soppressioni. Ma la Regione ha deciso ugualmente di concedere un aumento delle tariffe per i pendolari. Toti non aveva detto che avrebbe abbassato le tasse ai liguri? In un anno e mezzo di governo regionale, invece, il centrodestra non ha fatto altro che introdurre nuovi balzelli.


E così dopo il tributo sui rifiuti introdotto alcuni mesi fa (la tassa Giampedrone), l’abbassamento degli scaglioni dell’Irpef regionale che ha esteso il pagamento di questa tassa anche alle fasce più deboli, i tagli alla sanità (tassa Viale) e i mutui faraonici per comprare a Toti la reggia di piazza De Ferrari (nuove tasse all’orizzonte per i nostri figli), adesso arriva anche la tassa Berrino sui treni. Per gli investimenti si vedrà più avanti, quando Trenitalia avrà la garanzia di un nuovo contratto di servizio per la bellezza di 15 anni, nel frattempo gli aumenti sono tutti, maledetti e subito. Chiediamo la sospensione immediata dell’aumento tariffario e la convocazione di un tavolo con sindacati e pendolari per incominciare la discussione su un piano tariffario equilibrato che aiuti gli abbonati, incentivi l’intermodalità e venga incontro alle famiglie”.

 

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