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Paita assolta: disegno contro di me e Pd, Cofferati come Trump

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Giunta Toti: ok a pulizia alvei dei fiumi senza oneri per i Comuni liguri

GENOVA. 22 OTT. “Sergio Cofferati si rifiutò di stringermi la mano quando vinsi alle primarie regionali del Pd. Uscì dal partito. Non poteva ammettere di essere stato battuto da una donna. Come Donald Trump”.

Accusata di essere “lady alluvione” e poi scagionata in primo grado con l’assoluzione di ieri da parte del gup Ferdinando Baldini per l’ipotesi di omicidio colposo e disastro colposo per l’alluvione 2014, la capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita, renziana, si è scatenata ribadendo che “non dimentica” quelli che l’avevano attaccata quando scoppiò il caso giudiziario-mediatico, in piena campagna elettorale.

Paita ha aggiunto che la tempistica dell’indagine è apparsa “quantomeno sospetta” e ha anche spiegato che Cofferati e Civati usarono un altro candidato “solo per farmi perdere alle regionali con il risultato che oggi in Liguria governa il centrodestra”.


Oltre a quella del premier Matteo Renzi, l’imputata assolta ha ricevuto telefonate di congratulazioni da molti esponenti del Pd.

Anche il governatore ligure Giovanni Toti ieri ha chiamato Paita, facendole i complimenti per la sentenza: “Quando giustizia e politica restano divise è sempre un bene per il Paese. Lieto per la tua assoluzione”.

 

 

 

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