Ordinanza anti movida resta in vigore, Assest: decisione equilibrata

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Genova, 1341 firme a sostegno dell’ordinanza antimovida

GENOVA. 9 SET. Nel giudizio promosso al Tar Liguria da alcuni pubblici esercenti del centro storico è intervenuta anche l’associazione degli abitanti del centro storico Assest, difesa dall’avvocato genovese Andrea Pinto, per sostenere la legittimità e l’utilità dell’ordinanza del Comune di Genova, proposta dall’assessore Elena Fiorini e firmata dal sindaco Marco Doria, che ha limitato l’orario di apertura e di somministrazione di alcol da parte dei pubblici esercizi.

Ieri il Tar ha dato ragione a Tursi e torto agli esercenti, che avevano fatto ricorso. pertanto, l’ordinanza resta in vigore.

“L’ordinanza del Tar – ha spiegato oggi Pinto – ha accolto le ragioni espresse dagli abitanti, dando prova di sensibilità per la tutela della quiete pubblica e del decoro urbano, valori prevalenti rispetti all’esercizio incondizionato dell’attività di impresa. Il Tar ha effettuato un giusto bilanciamento degli interessi, tenuto conto che l’ordinanza comunale si limita a ridurre di un’ora soltanto l’orario di somministrazione di alcolici nelle giornate prefestive (alle 02, anziché alle 03 di notte).

 

I pubblici esercenti potranno dunque rimodulare l’orario, effettuando un orario maggiormente prolungato durante il giorno (infatti, attualmente, molti pubblici esercizi sono chiusi durante il giorno ed aprono la sera) e, se vogliono contribuire allo sviluppo turistico, dovranno offrire servizi più qualificati, rispetto alla semplice mescita notturna di prodotti alcolici.

Nel giudizio al Tar, l’associazione ha sottolineato i gravi danni alla salute provocati dagli sforamenti del livello di rumorosità consentito dalla normativa, il grave danno alla salute provocato dagli effetti dell’alcol, il gran numero di reati e di violazioni della legge che accompagnano la Movida, soprattutto nelle ore più tarde.

Gli effetti dell’ordinanza comunale sono stati positivi. La limitazione di orario e l’aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine hanno dato un segnale forte di sostegno agli abitanti e di fermezza nei confronti di chi vìola le norme di convivenza incivile. La chiusura dei minimarket alle 21,00 ha arginato almeno in parte il fenomeno della diffusione di alcol (di pessima qualità) a basso prezzo e pone un argine al facile alcolismo tra i giovani. Per converso, la riduzione di orario non è tale da ostacolare lo svolgimento dell’attività di impresa, che ben può essere rimodulata in maniera più congrua rispetto alle esigenze della vocazione turistica della città”.

 

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