ARCHIVIO

Ora nel Pd c'è chi ammette i fatti: Giuliani non è vittima-eroe, carabiniere sparò per legittima difesa

GENOVA. 21 LUG. "Estate 2001. Ho portato le pizze tutta l’estate per aiutare i miei a pagarmi l’università e per una vacanza che avrei fatto a settembre. Guardavo quelle immagini e dentro di me tra Carlo Giuliani con un estintore in mano e un mio coetaneo in servizio di leva parteggiavo per quest’ultimo. Oggi nel 2017 che sono padre, se ci fosse mio figlio dentro quella campagnola gli griderei di sparare e di prendere bene la mira. Sì sono cattivo e senza cuore, ma lì c’era in ballo o la vita di uno o la vita dell’altro. Estintore contro pistola. Non mi mancherai Carlo Giuliani...".

Nell'anniversario della morte del ragazzo genovese, il consigliere comunale Pd di Ancona e vigile del fuoco, Diego Urbisaglia, ieri ha pubblicato un post su Facebook, in cui ammette i fatti avvenuti quel tragico 20 luglio 2001 in piazza Alimonda.

D'altronde, anche la magistratura genovese accertò che il giovane carabiniere, Mario Placanica, fu costretto a sparare per legittima difesa perché in pericolo di vita.

In altre parole, fermo restando la tragedia di un giovane che è morto, Carlo Giuliani non può essere considerato una vittima-eroe perché appare un tentato omicida che ha perso la sua vita mentre ne stava attentando ad un'altra. Pertanto, a differenza di quanto affermò l'ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Pd), risulta sbagliato valorizzare la sua figura, come ad esempio è stato fatto con l'intitolazione di una sala istituzionale dello Stato (sia pure di una determinata rappresentanza politica).

Il consigliere comunale del Pd di Ancona, a seguito delle polemiche, oggi si è scusato per i toni usati, ma non è arretrato di un millimetro sulla realtà dei fatti: "Il concetto resta". Ed ha aggiunto: "Ricordo che all'epoca del G8 di Genova continuavo a domandarmi che avrei fatto se fossi stato al posto del giovane carabiniere".