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Operazione Dynasty, D’Anna: Gioielli di Qualità, sbagliano periti

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Operazione Dynasty, D’Anna: Gioielli di Qualità, sbagliano periti

GENOVA. 28 DIC. Interrogatorio di garanzia per Giuseppe Maria D’Anna, 70 anni, il genovese ‘re’ delle televendite arrestato lo scorso 21 dicembre nel corso nell’Operazione Dynasty dei carabinieri.

D’Anna al gip nell’interrogatorio avrebbe detto: “Non sono un truffatore che rifila patacche ai clienti ma un bravo venditore che riesce a convincere i telespettatori che i miei gioielli sono di buona qualità e il prezzo è sempre adeguato al loro reale valore”.

L’operazione Dynasty, dopo tre anni di accertamenti, ha permesso di indagare 23 persone, di cui tre arrestati finiti in carcere e altri due ai domiciliari, D’Anna e Roberto Peragine, per l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei reati di truffa contrattuale, frode in commercio aggravata, ricettazione, riciclaggio e reimpiego di denaro e beni di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori.


D’Anna, che è difeso dall’avvocato Andrea Vernazza, ha preso le distanze dal figlio Ruben, definendolo ‘spregiudicato’.

“Con lui – ha detto D’Anna – non lavoro dal 2007, fatta eccezione una pausa nel 2013 e 2014 perchè era in difficoltà”.

D’Anna sostiene che i gioielli che ha venduto per decenni alla tv non sono truffe: “Forse chi li ha periziati non sa svolgere il proprio lavoro”.

Ascoltato anche l’altro televenditore ai domiciliari, Roberto Perargine, compagno di Joanna Golabek, 46 anni, anche lei arrestata.

Perargine si è difeso dicendo che non ha mai truffato i clienti e la sua azienda non ha nulla da spartire con quella di D’Anna.

I suoi legali, gli avvocati Nicola Scodnik ed Ennio Pischedda, hanno chiesto la revoca dei domiciliari.

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