Omicidio PonteX, il vigile urbano indagato messo in “ferie forzate”

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Omicidio di Pontedecimo, un frame del video: vigile urbano presente, ma non spara neppure un colpo in aria
Omicidio di Pontedecimo, un frame del video: vigile urbano presente, ma non spara neppure un colpo in aria
Omicidio di Pontedecimo, un frame del video: vigile urbano presente, ma non spara neppure un colpo in aria

GENOVA. 2 LUG. Alla fine il provvedimento a salvaguardia della sicurezza dei genovesi e a tutela del dipendente comunale per cui la procura ipotizza l’accusa di omicidio in concorso per omissione, è arrivato.

Di fronte alle indubitabili immagini della telecamera, che hanno ripreso i momenti del delitto, la giunta Doria non poteva rimanere ferma e non fare.

Il Comune si è quindi correttamente mosso e il vigile urbano, coinvolto nel caso dell’omicidio di via Tecci a Pontedecimo (un morto e tre feriti gravissimi) sarebbe stato messo in “ferie forzate”.

 

In attesa di ricevere l’avviso di garanzia, il comando della polizia municipale gli ha chiesto di preparare e quindi inoltrare al più presto una più dettagliata relazione di servizio.

In sostanza, l’agente di pubblica sicurezza (amico-conoscente di uno della famiglia dell’omicida da anni in guerra con gli altri anche per questioni di confini) dovrà spiegare per quali motivi si sia presentato in via Tecci da solo e non sia intervenuto in modo efficace, mentre davanti ai suoi occhi stava per essere ammazzata a coltellate una persona e ne venivano ferite gravemente altre tre (due donne e un 17enne).

Tuttavia, c’è un altro inquietante nuovo aspetto, emerso nelle ultime ore, ancora da chiarire. Il cantuné, forse confuso e in stato di choc, oppure per un fraintendimento, nell’immediatezza avrebbe riferito agli inquirenti di essere arrivato appena dopo l’omicidio. Circostanza che, visto e considerato il video, non risponde al vero.

Nella zona di via Tecci, polizia e carabinieri hanno intensificato i controlli per paura di “faide” tra le famiglie imparentate e confinanti.

Intanto, stamane nella chiesa di San Biagio a San Quirico si sono svolti i funerali della vittima Francesco Larosa, 65 anni. La moglie Maria Teresa Bruzzese e il figlio minorenne della coppia non c’erano perché ancora ricoverati in ospedale. La figlia Bruna, invece, è stata dimessa.

Roberto Bruzzese è rinchiuso in carcere con l’accusa di omicidio. Fabrizio Graffione

 

 

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