Omicidio di Molassana, nuovi particolari: arrestato il colombiano

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Omicidio di Molassana, nuovi particolari: arrestato il colombiano

GENOVA. 4 SET. Nel tardo pomeriggio di ieri la polizia ha arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per rapina pluriaggravata ed indebito utilizzo aggravato di carta di credito in concorso: Christian Camilo Beron Tovar, il 29enne colombiano naturalizzato italiano, domiciliato a Genova, senza precedenti e il 32enne Marco N’Diaye Mor, naturalizzato italiano residente a Genova, con precedenti per rapina ed altro, già detenuto a Marassi.

In seguito alle continue indagini condotte sull’omicidio di Davide Di Maria, sono stati raccolti gravi e concordanti elementi di responsabilità in relazione ad una violenta rapina commessa il giorno prima dell’omicidio, nei confronti di due giovani genovesi.

Grazie alle investigazioni in concerto anche con i carabinieri del Reparto Operativo di Genova, Christian Beron e Marco N’Diaye, insieme a Davide Di Maria, nel pomeriggio del 16 settembre si sono resi responsabili di un’aggressione all’interno di un box, utilizzato dai due giovani per la riparazione saltuaria di motoveicoli, a San Fruttuoso.

 

I due, sembra consumatori di hashish, sono stati accusati dai tre di non aver acquistato droga da loro. Per questo gli veniva loro imposto la consegna di 5000 euro dietro minaccia di morte anche alle loro famiglie. Poi, dopo le minacce arrivavano le botte ed il furto dei portafogli.

Da qui avrebbero preso, dapprima 350 euro, poi da uno dei due, anche un postamat ed il codice pin per effettuare un prelievo.

Quindi, mentre il senegalese e Davide Di Maria sono rimasti a guardia dei due giovani, Christian Beron si è recato in un vicino sportello bancomat dove ha prelevato 600 euro.

Al ritorno del colombiano dal postamat il gruppo si dava appuntamento per il giorno successivo per la consegna del denaro restante e per essere sicuri dell’appuntamento, il senegalese fotografava la carta d’identità ad uno dei due.

Gli agenti sono riusciti a ricostruire gli eventi grazie a due fatti. I due giovani picchiati si recavano al pronto soccorso per farsi medicare, dicendo di essere stati picchiati da tre extracomunitari sconosciuti. Qui i medici, oltre a riscontrare ad uno dei due giovani diversi traumi, constatavano la rottura di un timpano. Il giovane veniva così dimesso con prognosi di 21 giorni e la conseguente segnalazione automatica per lesioni.

Inoltre proprio nel telefonino del senegalese gli investigatori avevano ritrovato la foto fatta alla carta d’identità di uno dei giovani picchiati.

Al termine degli atti di rito Christian Camilo Beron Tovar è stato associato alla Casa Circondariale di Marassi a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre la misura cautelare a carico di Mor N’Diaye è stata eseguita presso lo stesso carcere, dove lo stesso si trova rinchiuso dal 22 settembre, arrestato per detenzione e porto abusivo di arma da fuoco e ricettazione aggravata.

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