Oltre la violenza, un libro sulle reti di cura al maltrattamento

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Il libro Uscire dalle relazioni violente
Il libro Uscire dalle relazioni violente
Il libro Uscire dalle relazioni violente

GENOVA. 2 DIC. “Uscire dalle relazioni violente” è il titolo di un testo curato da Paolo Martinelli, Giorgio Schiappacasse e Graziella Marando ed edito da De Ferrari di Genova che raccoglie i contributi di molti professionisti di ordini ed associazioni professionali che costituiscono punti di riferimento per quanto riguarda l’intervento multidiscilinare verso le relazioni problematiche che portino con sé un connotato di violenza.

Il testo, oltre a sottolineare la necessità della costruzione di una rete costituita da una molteplicità di professionisti, in quanto l’affrancamento da una relazione di violenza, difficilmente può essere realizzato in modo autonomo, fornisce anche indicazioni utili alle vittime di violenza domestica, circa le possibilità che il territorio offre loro, prima che la situazione raggiunga livelli di esasperazione. L’opera è stata presentata il giorno 1 dicembre presso “Domus Rosa” di Sestri Ponente, “laboratorio di cittadinanza femminile” da sempre molto attento a queste tematiche di grande attualità.

Due dei curatori di alcuni capitoli del libro, Giuliana Callero psicologa e Andrea Scaffidi pedagogista, hanno illustrato la necessità della creazione di una rete a supporto della vittima di violenza ma anche a cura del maltrattante al fine di evitare la reiterazione di tali comportamenti.

 

Un pubblico sensibile  e presente ha interagito con i professionisti al fine di avere chiarimenti in merito alla normativa vigente ed alle opportunità presenti sul territorio cittadino a supporto delle vittime ed a contrasto dei persecutori. Un tema purtroppo sempre alla ribalta nel panorama nazionale e locale che, a detta dei due Autori, ha bisogno di un sistema articolato e multiprofessionale di presa in carico e di contrasto.

Il testo è disponibile presso le principali librerie della città, oppure si può richiedere direttamente ad uno dei curatori all’indirizzo [email protected] Roberto Polleri

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