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OLIMPIADI FINITE: ORA IL CONI DEVE SALDARE IL CONTO. DUE MILIONI E 345MILA EURO DI SOLDI PUBBLICI AI 28 MEDAGLIATI. ALLA FACCIA DELLA “SPENDING REVIEW”

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ROMA 12 AGO. L’Italia è ufficialmente in recessione, l’ormai mitologico “spread” fa sentire il suo morso alla gola ogni giorno che il Signore manda sulla Terra al Governo Monti e al suo Ministro delle Finanze Grilli, la benzina ha subito ieri un vigliacco “ritocchino” ferragostano di 0,51 centesimi di Euro al litro di accise,

la mobilità (anticamera del licenziamento) interessa milioni di lavoratori dipendenti, da oggi circa 12mila lavoratori tarantini dell’Ilva rischiano il posto, molti imprenditori pensano al suicidio anche per i crediti vantati dalla P.A e mai pagati, la disoccupazione giovanile viaggia sul 50%, i nuovi 300mila laureati si possono anche sognare il lavoro per cui hanno passato giorni e notti sui libri,  e la metà dei pensionati non supera un assegno mensile di 500 Euro, ancora, i docenti Presidenti e i Commissari dell’ultimo Esame di Stato scolastico, a cavallo tra il 18 giugno e il 10 luglio scorsi (circa) nella maggiorparte dello Stivale non hanno ancora ricevuto il “megagalattico” compenso di 850 Euro, (430 per gli interni), più o meno.

Ma se il “panem” scarseggia per la maggioranza del popolo italico lavoratore, non altrettanto quello per i “circenses” olimpici che ci hanno fatto esaltare e gioire (?) per circa un mesetto fino ad oggi. Ebbene quanto ci costano le 28 medaglie “sudate” in gloria dagli atleti azzurri ottenute alla faraonica “kermesse” londinese (viaggio e soggiorno pagato dall’organizzazione s’intende)?.


Mentre una medaglia d’oro, per fare un esempio, tedesca è premiata dal Comitato Olimpico di Berlino con 15.000 Euro, una italiana fa versare sul conto corrente dei nostri “eroi” quasi 10 volte di più, ben 140.000 Euro. A seguire 75.000 Euro per la medaglia d’argento e 50.000 Euro per il bronzo. A pagare il medagliere olimpico naturalmente ci pensa il Coni di Mister Petrucci, ovvero soldi statali. Fatti due “conti della serva”: totale due milioni e 345mila Euro pubblici. Alla faccia della “spending review”.

Ma naturalmente l’importante rimane il detto decoubertiano “l’importante non è vincere ma partecipare” (o probabilmente in tempo di “crisi”, no!).

Pensavamo (ce lo hanno detto in tutte le salse) che lo sport fosse ricerca del superamento dei propri limiti e onorevole (e disinteressata) “fuga per la vittoria”.

Ma effettivamente gli olimpionici non sono sufficientemente “gratificati” dal valore intrinseco del trofeo tondo e scintillante.

Il Cio che paga le medaglie non è mica scemo!

La medaglia di bronzo in realtà è composta per il 97,5% di rame per un valore di 2,50 Euro.

La medaglia di argento è composta per il 92,5% di argento il resto è rame, per un valore di 270 Euro

La medaglia di oro è composto solo per il 7,5% di oro il resto è argento, per un valore di 540 Euro.

Troppo poco!

Ah, dimenticavamo “grazie azzurri!”

Marcello Di Meglio

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