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Odore di ‘ndrangheta da Lavagna a Cicagna: sequestro da 100mila euro

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Carabinieri a Cicagna

GENOVA. 31 MAR. Dopo il caso della criminalità organizzata a Lavagna, a conclusione delle indagini connesse all’operazione convenzionalmente  denominata “Contrasti Disonorati”, condotta dalla Compagnia di Sestri Levante e coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, ieri mattina i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e reali nei confronti di 5 persone “in odore” di ‘ndrangheta. Il sequestro ammonta a circa 100mila euro.

In particolare:

–         Obbligo di Dimora nel Comune e sequestro preventivo dei rapporti bancari in pregiudizio di G.C. 62 enne di origini calabresi;


–         Sequestro preventivo di una società (D.G.A. s.a.s.), operante nel settore della panificazione, intestata fittiziamente da G.C. a G.E 32enne locale, A.H. 45enne di origini marocchine e V.F. 50enne di origini lucane;

–         Sequestro preventivo del locale adibito a forno (nel comune di Cicagna – GE), bene in uso a predetta società;

–         Sequestro di conti correnti e rapporti finanziari della citata società;

–         5 decreti di perquisizione personali e domiciliari, finalizzati al sequestro della documentazione probatoria degli atti societari in pregiudizio dei 5 indagati nell’inchiesta, di cui uno nel napoletano;

Tutti risultano indagati in concorso per “intestazione fittizia di beni” e “minaccia grave”. L’indagine, cominciata a settembre 2016, è scaturita dalla denuncia di minaccia di morte pervenuta ai carabinieri di Lavagna da parte di un soggetto nullafacente campano, da circa un anno in questa provincia,  il quale esternava il timore di essere oggetto di ritorsioni da parte di un calabrese, G.C., attivo da anni in provincia come imprenditore edile.

Lo stesso, già noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi giudiziari per reati che vanno dall’estorsione, all’illecita detenzione di armi, nonché per la contiguità alla criminalità organizzata, destinatario di misura di prevenzione patrimoniale della confisca dei beni, irrogata dal Tribunale di Genova nel 2014. Il G.C., quindi, aveva inizialmente individuato nel campano C.F., l’intestatario fittizio di una società e di un forno panificatore che avrebbe dovuto operare nel comune di Cicagna. Venute meno le promesse di denaro e di lavoro del G.C. rivelatesi in realtà solo strumentali all’intestazione fittizia, tra i due sorgono contrasti che si concretizzano con le citate minacce. Successivamente il G.C.  coinvolge altri soggetti (tutti prestanome) a cui fa intestare la società (con varie porzioni di quota) e prosegue nell’attività illecita con la collaborazione dei coindagati, compiendo in prima persona  tutte le operazioni di costituzione e avviamento nonché i lavori di ristrutturazione dei locali del forno, risultando così il vero dominus dell’attività imprenditoriale.

Per l’esecuzione della misura  e le correlate perquisizioni il Comando Compagnia CC di Sestri Levante, coadiuvato in fase esecutiva da militari delle Compagnie CC di Chiavari e Santa Margherita Ligure, nonché da unità Cinofile, ha impiegato 30 Carabinieri e 13 mezzi.

 

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