OCEANA A PROPOSITO DELLA PESCA DEL PESCE SPADA

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pesce-spadaROMA. 24 LUG. Oceana chiede al Governo Italiano di fermare la sovrapesca del pesce spada in Mediterraneo.

Solo il 3% delle oltre 8,400 registrate per la pesca del pesce spada riportano catture, il decreto recentemente pubblicato non fa che perpetuare questa lista eccessivamente gonfiata.

Oceana fa appello all’Italia perchè siano realmente messe in atto misure efficaci per ripristinare il pesce spada in Mediterraneo, una risorsa sovrapescata da decenni e ancora senza un piano di gestione.

 

Questo mese il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) ha pubblicato un decreto, richiesto dalla Commissione Europea già dal 2013, per ridurre l’eccessivo numero di imbarcazioni autorizzate per la pesca del pesce spada con palangaro.

Le misure previste dal nuovo decreto sono lontane dal raggiungere gli obbiettivi attesi. Oceana chiede al Governo Italiano di formulare proposte di gestione concrete per il recupero dello stock del pesce spada in Mediterraneo.

Il decreto pubblicato dal Mipaaf è una delle azioni richieste dalla CEE e, per autorizzare palangari alla pesca del pesce spada, introduce un requisito minimo di 750kg registrati dal 2011 al 2014. Tale requisito però è talmente minimo che non porterà ad una effettiva riduzione dell’eccessivo numero di imbarcazioni registrate.

Nel 2013 solo 264 imbarcazioni, su oltre 8400 registrate, hanno effettivamente riportato catture di pesce spada. L’eccessivo numero di imbarcazioni registrate ha un effetto negativo sulla corretta gestione dello stock e sui pescatori che dipendono realmente da questa risorsa”, afferma Lasse Gustavsson, direttore di Oceana in Europa.

Le oltre 8400 imbarcazioni italiane registrate per la pesca del pesce spada in Mediterraneo rappresentano il 40% del totale delle flotte dei 49 paesi che operano in Oceano Atlantico e Mediterraneo per la cattura di specie altamente migratorie nell’ambito della convenzione della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi (ICCAT) mentre le catture rappresentano solo lo 0.4% delle catture totali ICCAT.

Questi numeri sono altamente sproporzionati se paragonati a quelli di altri Stati europei che pescano pesce spada in Mediterraneo come Grecia o Spagna che per simili valori di catture contano una flotta di palangari composta da un massimo di 240 imbarcazioni.

Il pesce spada del Mediterraneo è una risorsa sovrasfruttata con oltre il 60% delle catture che si concentrano su individui sottotaglia, individui che non avranno la possibilità di riprodursi.

Oceana chiede una proposta che regoli le catture attraverso un piano di gestione concreto che riduca la pressione sullo stock e sulla frazione giovanile e che ne consenta il recupero e la gestione sostenibile.

Documento:http://oceana.org/sites/default/files/oceana_swordfish_iccat_2014_factsheet_web.pdf

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