Nuovo presidente porto di Genova, M5S: no a Paolo Signorini

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Il segretario regionale della Liguria Paolo Emilio Signorini in pole position per la presidenza del porto di Genova

GENOVA. 21 OTT. “No a Paolo Emilio Signorini. Il nostro porto non può avere come numero uno il “delfino” di Ercole Incalza , ex Capo della Struttura di missione al Ministero dei Trasporti, arrestato per la gestione illecita degli appalti delle Grandi Opere”.

Lo hanno dichiarato oggi i consiglieri regionali del M5S Alice Salvatore e Andrea Melis.

“Signorini – hanno aggiunto i pentastellati – è un burocrate amministrativo, non ha alcuna esperienza di portualità e ciò aggrava una scelta di per sé sbagliata in quanto pone a capo del principale porto d’Italia e della maggiore risorsa di Genova un uomo che non ha la necessaria competenza in una materia complessa e delicata. È la conferma dell’esistenza del partito unico: Signorini garantirà i suoi amici delle infrastrutture, dichiarandole indispensabili per il porto, ma non si occuperà dei traffici portuali; Luigi Merlo darà le direttive da Roma, con gioia di Renzi; Toti crederà di aver messo un “suo uomo” (non importa se per farlo ha sacrificato un altro dei suoi, Biasotti). Ma a Genova e ai genovesi chi pensa?
I suoi rapporti passati non fanno pensare che sia lui la persona giusta per guidare il Porto di Genova. Seduto in due delle poltrone più importanti del Ministero delle Infrastrutture, proprio prima che il ministro Delrio tentasse di riformare le gerarchie, Signorini ha cambiato i suoi piani quando con l’arresto di Incalza e le dimissioni di Lupi la situazione si era fatta scottante.
Già alto dirigente del Cipe, Signorini era stato accolto a braccia aperte da Lupi. Ma ha dovuto cambiare presto aria dopo lo scandalo che ha coinvolto il Ministro. Il salvagente si è presentato con la carica come Segretario Generale della Regione Liguria, nominato da Toti, in cui, ancora una volta, si occupa di grandi opere.
A proposito di grandi opere. Signorini è stato coinvolto in una serie di intercettazioni da cui emerse che nel luglio 2011 si era fatto pagare le vacanze in Toscana da Giovanni Mazzacurati, patron del Mose . Una delle grandi opere in mano al Governo.
A questo punto è lecito domandarsi se la sua nomina sarà propedeutica ad affidargli anche l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale con i porti di Genova e Savona: su una portualità ancora più ampia serve competenza in materia. Signorini sarà pronto a usare tutti i mezzi per proseguire opere come la piattaforma Maersk che a tutt’oggi non trovano una giustificazione economica nel mercato sempre più in crisi delle maxi portacontainer. E visto il curriculum parrebbe proprio così. Vorremmo una spiegazione dal presidente Toti . Per fare chiarezza sui motivi che da membro dell’Autorità Portuale lo spingono a proporre (e con questo significativo ritardo!) il nome di Signorini: perché nominare il delfino di Incalza in un ruolo chiave come il comando di uno dei principali motori di città, regione e Paese?”.

 

 

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