Norme antisismiche, ingegneri denunciano errori della Regione

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La sede della Regione Liguria
La sede della Regione Liguria
La sede della Regione Liguria

GENOVA. 2 MAR. “Ben 35 Comuni liguri sono classificati in maniera errata dalla normativa regionale in materia antisismica, in particolare dalla legge n. 50 del 2012, una finanziaria che fra l’altro classifica i comuni sismici secondo zone (da 1 a 4, per pericolosità decrescente) stabilite da norme nazionali”.

Lo ha denunciato il mensile della Federazione degli Ordini degli Ingegneri della Liguria, che nel numero pubblicato a febbraio ha sollevato un problema che riguarda i cittadini, i professionisti, le imprese, la pubblica amministrazione e l’economia della Liguria.
“A&B web edition”, ha denunciato, in particolare, le pesanti conseguenze delle disposizioni introdotte già da quattro anni, e mai corrette, dalla Regione:  “Moltissimi comuni, in provincia di Imperia e La Spezia, anche se si ritrovano con valori simili, sono sottoposti a trattamenti amministrativi diversi nel rilascio delle autorizzazioni in caso di ristrutturazioni edilizie o nuove costruzioni. Senza contare che il pasticcio degli errori di classificazioni porta gli enti locali a chiedere l’autorizzazione sismica dove non è necessaria e a non chiederla dove invece lo è in base alle nuove tecniche di costruzione (NTC) attualmente in vigore. Determinando intasamenti degli uffici preposti, molto spesso carenti di personale, lunghe attese da parte degli utenti (anche un anno) e un aggravamento della crisi dell’edilizia, già fortemente provata, con gravi conseguenze economiche ed occupazionali sull’economia territoriale.
La Provincia di Imperia ha già chiesto il rinnovo della convenzione gratuita con l’Ordine provinciale degli Ingegneri per un aiuto concreto di professionisti iscritti che già da tempo eseguono il disbrigo delle pratiche a supporto dell’apposito ufficio tecnico, e analoga strada si sta percorrendo anche alla Spezia.
La vicenda aveva indotto la Federazione degli Ordini degli Ingegneri a presentare a suo tempo un ricorso al Tar chiedendo la modifica della Legge 50, successivamente ritirato per la garanzia data dagli amministratori della scorsa giunta – che avevano ammesso l’errore – di provvedimenti correttivi poi non effettuati. Nello stesso tempo, l’amministrazione oggi in carica, perfettamente conscia del problema, continua a non prenderlo in considerazione.
Da qui l’approfondita inchiesta preparata dal nostro giornale, che per l’occasione esce nell’edizione web a pagine raddoppiate, con dati, tabelle, interviste, analisi e i risultati del lavoro del gruppo di lavoro sulla sismica della Federazione, da cui emergono chiaramente non solo gli errori commessi dal legislatore regionale, ma anche l’elenco dettagliato dei comuni in cui si opera in maniera contraria alla normativa nazionale”. Fabrizio Graffione

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