Non è più l’epoca del Cardinale Siri, a Genova carestia di preti

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Il Cardinale Giuseppe Siri, per quarant'anni numero uno della Chiesa genovese
Il Cardinale Giuseppe Siri, per quarant'anni numero uno della Chiesa genovese
Il Cardinale Giuseppe Siri, per quarant’anni numero uno della Chiesa genovese

GENOVA. 14 MAG. Il Cardinale Giuseppe Siri da lassù, vedendo la “Grande Genova” ridotta così, probabilmente scuote la testa. Non solo per degrado, insicurezza, disoccupazione e crisi economica, ma anche per il sopravvento di un generale nichilismo e per la carestia di preti che affligge la Chiesa all’ombra della Lanterna.

Il grande Siri per quarant’anni ne era stato il numero uno indiscusso, seguito e rispettato dal popolo, contribuendo a tenere alto il nome di Genova.

Domani nella cattedrale di San Lorenzo sarà ordinato solo un “diacono transeunte” che diventerà sacerdote fra un anno. Preti zero.

 

E’ un odontecnico di 29 anni diplomato all’Ipsia di Bolzaneto, che da tempo vive nel seminario del Righi: una struttura enorme, ma mezza vuota perché abitata da una decina di giovani religiosi.

I sacerdoti diocesani genovesi sono circa 300 e l’età media è avanzata: siamo intorno ai 65 anni. Inoltre, molti anziani preti, alla loro età, si spaccano ancora la schiena perché hanno una pluralità di incarichi e quindi impegni per aiutare gli altri, sparsi per tutta la città. Per la maggior parte sono stati ordinati sacerdoti dal Cardinale Giuseppe Siri.

Ora Papa Francesco ha aperto la discussione sulle modalità di accesso e sul sacerdozio femminile. La Chiesa cattolica comincia a ragionare pure sul celibato dei preti, che non appare un dogma, ma una consuetudine, sia pure secolare. Fabrizio Graffione

 

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