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Nomine Sanità spaccano centrodestra ligure, Rosso (FdI): basta lombardizzazione

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L'assessora regionale alla Sanità Sonia Viale (Lega) e il presidente della Commissione regionale Matteo Rosso (FdI)

GENOVA. 11 LUG. Maggioranza di centrodestra spaccata in Regione Liguria ancora una volta sulle nomine in Sanità. Durante la Commissione regionale Affari generali, istituzionali e bilancio di oggi il capogruppo di Fratelli d’Italia Matteo Rosso (presidente della commissione Sanita) ha votato contro la proposta della giunta Toti per la designazione di Marzio Maccarini a membro del Consiglio di indirizzo e verifica del Policlinico San Martino-Ist.

Rosso rappresentava anche l’assessore regionale e collega di partito Gianni Berrino (che peraltro in giunta si era già espresso a favore della nomina di Maccarini). Pertanto, La nomina e’ stata bocciata dalla Commissione con 17 voti a 14.

Ora la patata bollente passa alla giunta che potrebbe comunque decidere di procedere all’assegnazione dell’incarico, nonostante il parere contrario della Commissione.


“Il curriculum di Marzio Maccarini è ottimo- ha spiegato Rosso – ma siamo un po’ stufi di questa lombardizzazione della sanità ligure. Credo ci siano ottimi profili locali che possono ricoprire questo ruolo”.

“La maggioranza di centrodestra si spacca fragorosamente- attaccano i consiglieri del Movimento 5 Stelle- Matteo Rosso e l’assessore Berrino (rappresentato dallo stesso Rosso) finalmente, dopo due anni, hanno rialzato la testa contro il fiorire di nomine di ‘lumbard’ in tutti i settori regionali, sanità in testa. Meglio tardi che mai.

Dietro le dichiarazioni di facciata, la maggioranza è nel caos totale, attraversata da scissioni e correnti interne tra partiti ormai sotto gli occhi di tutti. Lo spoil system messo in atto da Toti a beneficio degli amici ‘lumbard’ è scoppiato tra le mani dello stesso centrodestra. E ora si apre una crisi di governo su cui va fatta al più presto chiarezza”.

“Oltre al sottoscritto – ha aggiunto il consigliere di Rete a Sinistra Gianni Pastorino – hanno votato contro i commissari del PD, del M5S, ma anche il consigliere Matteo Rosso che aveva la delega permanente dell’assessore Berrino. Bisogna notare la contraddizione con la delibera di giunta, su cui l’assessore ha votato a favore, mentre il voto del consigliere Rosso in commissione è stato di segno opposto. Una scelta giusta, a nostro parere.

Quando il centrodestra ha conquistato la regione dichiarava a piena voce che avrebbe valorizzato le espressioni e le competenze del territorio. Ma tutto questo nelle nomine non è mai avvenuto.

Al contrario, la maggioranza è andata alla ricerca di competenze fuori regione, in Lombardia e Veneto in primis. Stiamo parlando dell’ospedale più importante della Liguria e tra i primi 10 d’Italia. Possibile che non esista in tutta la regione una competenza specifica dal punto di vista giuridico e gestionale, all’altezza del suo consiglio di indirizzo? Noi crediamo sì. La proposta della giunta ci sembra l’ennesimo tentativo di colonizzazione delle strutture liguri per mano dell’asse lombardo-veneto”.

“Per noi – hanno detto anche Paita e Ferrando del Pd – Rosso ha fatto benissimo a opporsi a questa nomina, che dimostra ancora una volta la disistima da parte di Toti e co. nei confronti delle competenze liguri (un’ossessione ai limiti del persecutorio), c’è da dire che la tanto decantata unità della maggioranza di centrodestra è evidentemente una foglia di fico, prontamente caduta dopo le elezioni amministrative di giugno. Ne vedremo delle belle”.

 

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