NO DEI SINDACATI SAVONESI ALLA CATTIVA SCUOLA

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Un momento dell'incontro al "Chiabrera"
Un momento dell’incontro al “Chiabrera”
SAVONA. 13 OTT. “Gli insegnanti ed il personale ATA savonesi dicono No alla brutta scuola del Governo”. Con questa sintetica affermazione si è chiuso infatti l’incontro dei rappresentanti sindacali dei lavoratori della scuola della provincia savonese che si sono dati convegno ieri a Savona nell’aula magna del Liceo “Chiabrera-Martini”. Si è trattato di un incontro unitario dedicato alla riforma della scuola del Governo Renzi. Più di cento i partecipanti alla affollata assemblea delle RSU degli Istituti della provincia: si è mosso il cosiddetto “quadro attivo” dei sindacati della scuola, accordatisi finalmente fra loro per un incisivo piano unitario per combattere la nuova legge considerata iniqua. “ Una buona scuola?” era il titolo già fortemente critico dell’incontro indetto da Flc CGIL, CISL Scuola, UIL Scuole e Snals al quale sono anche intervenuti i segretari nazionali Anna Fedeli (FLC CGIL), Ivana Barbacci (CISL Scuola) ed Achille Massenti (SNALS). Con l’anno scolastico 2015-2016 entra in vigore la legge n.107 luglio 2015 cosiddetta della “ Buona Scuola”, che secondo i sindacati nasconde molti tranelli e brutte sorprese per i lavoratori del settore scuola ed è insomma una legge che porterà a peggiorare la scuola più che a mgiliorarla. Il convegno è stato una occasione per ragionare su questa nuova situazione che si è venuta a creare e sul nuovo contesto giuridico, normativo ed organizzativo col quale gli operatori scolastici e le organizzazioni sindacali dovranno avere a che fare. Si è parlato anche dell’assurda situazione venutasi a creare a causa del contratto che è fermo ormai dal 2009, mentre il Governo non sembra minimamente interessato neppure ad incontrare i sindacati per aprire le trattative per un sacrosanto rinnovo.
Durante la riunione, nelle relazioni e negli interventi, è stato rivendicato il ruolo della contrattazione di istituto, valorizzando il ruolo degli organi collegiali ed in particolare del collegio dei docenti, chiamato ad attivarsi per riaffermare la necessità della condivisione e della collegialità nella gestione della scuola.
“Le RSU – hanno detto i sindacalisti- dovranno svolgere una funzione importante nella distribuzione del salario accessorio e delle risorse destinate alla valorizzazione professionale”. Dopo le relazioni dei dirigenti nazionali sono intervenuti molti rappresentanti sindacali e lavoratori della scuola che hanno posto domande ed interrogativi circa le novità della riforma ed il futuro della scuola pubblica italiana. “L’autonomia scolastica resta valore da sostenere ma – è stato detto- i limiti che la stessa ha rivelato sono da imputarsi soprattutto alla scarsezza delle risorse disponibili per le scuole ed alle continue politiche di tagli praticate dai vari governi succedutisi negli ultimi vent’anni”. Pur mettendo in rilievo alcuni aspetti accettabili contenuti nella legge, dall’ incontro è emersa la volontà di impegnarsi per combattere una riforma che sostanzialmente mira solo a tagliare i costi e non rispetta minimamente la dignità degli studenti e dei lavoratori della scuola. “La battaglia per modificare la legge n.107/2015 – hanno detto in conclusione i relatori- deve coinvolgere le famiglie e l’opinione pubblica, oggetto in questi mesi di campagne mediatiche fuorvianti. Ribadiamo altresì il valore dell’unità sindacale raggiunta nel contrasto alla legge della “brutta” scuola, presupposto per proseguire e rafforzare le iniziative di contrasto e mobilitazione”.
ADALBERTO GUZZINATI

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