No Borders: sindaco Ioculano razzista, calo immigrati da 600 a 200

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Gli immigrati con gli attivisti No Borders a Ventimiglia stamane
Gli immigrati con gli attivisti No Borders a Ventimiglia
Gli immigrati irregolari con gli attivisti No Borders a Ventimiglia

IMPERIA. 13 AGO. La “decompressione” di Gabrielli, ossia l’operazione di polizia per diminuire il numero di clandestini a Ventimiglia, piano piano funziona.

Oggi sono stati gli stessi No Borders ad annunciare che gli immigrati in attesa di oltrepassare illegalmente il valico di confine, si sono ridotti negli ultimi giorni “da 600 a 200” anche se altre stime ne indicavano circa 1000 presenti intorno alla città.

Gli attivisti hanno anche puntato il dito contro il sindaco Enrico Ioculano (autosospeso per protesta dal Pd) bollando i suoi provvedimenti come razzisti.

 

Ecco il discutibile, quanto folle, comunicato (integrale) dei No Borders pubblicato alcune ore fa su Facebook: “In questi giorni il clima di repressione e abusi nei confronti dei migranti ha ripreso inquietante vigore. Assolutamente incapaci di gestire il numero dei ragazzi in arrivo a Ventimiglia, l’unica soluzione che viene periodicamente riproposta da forze dell’ordine e istituzioni, è quella delle deportazioni di massa e dell’allontanamento coatto delle persone dal centro della città. All’inizio della settimana, Gabrielli, capo della polizia, ha annunciato un ulteriore giro di vite sulla presenza dei migranti nel territorio ventimigliese: ogni giorno partono pullman della Riviera Trasporti, carichi di migranti catturati in frontiera o rastrellati nelle strade della città, diretti agli aeroporti già attrezzati con voli verso il sud Italia o, ultimamente, sempre più spesso verso la Sardegna. Negli ultimi due giorni il numero delle persone presenti al centro della Croce Rossa è passato da oltre 600 ospiti, ad appena 200. Oggi, domani, e nei prossimi giorni, sono già in programma voli da Genova per Cagliari.
Per i migranti si rivela particolarmente difficile riuscire a ripartire dall’isola senza soldi nè documenti, così che si allungano di molto i tempi per tornare nelle zone di frontiera e provare a riprendere il loro viaggio.
I ragazzi raccontano della tensione e dell’ansia continue: perdono i contatti di amici e parenti, vengono divisi i gruppi che viaggiano assieme sin dalla Libia, spesso gli vengono requisiti i telefoni cellulari, così che, quando qualcuno finisce catturato e caricato su uno dei pullman, se ne perdono le tracce. Raccontano anche delle botte, delle minacce e degli insulti canzonatori e razzisti con cui la polizia bersaglia i migranti.
Contemporaneamente, prosegue ostinato il meccanismo di allontanamento delle persone in viaggio dagli occhi della città: il decentrato campo della Croce Rossa, a cinque chilometri da Ventimiglia, è l’unica opzione offerta ai migranti sul territorio. Chiunque si rifiuti di entrare ed accettarne le condizioni repressive, scegliendo invece la strada e tentando ripetutamente di passare il confine, è esposto ai continui rastrellamenti e alle retate delle forze dell’ordine. Il rifiuto da parte dei ragazzi di accedere ai servizi del centro governativo della CRI, è motivato dalle condizioni di vita e continue intimidazioni che si esercitano in quel luogo: la polizia mantiene un controllo pressante non soltanto all’ingresso del centro, ma invadendo continuamente gli spazi di vita quotidiana dei ragazzi, disperdendo assemblee spontanee ed intimidendo i tentativi di confronto tra migranti stessi e tra migranti e solidali all’esterno del centro CRI. I ragazzi coi quali, nonostante tutto, continuiamo a coltivare rapporti di fiducia e complicità, raccontano della paura continua anche solo di ridere o chiacchierare tra loro, di camminare liberamente in strada, di affermare la loro volontà e avanzare richieste o proposte. Nelle ultime settimane avevano chiesto che fossero sostituiti i mediatori culturali del centro, che esercitano angherie indiscriminate e provocazioni continue nei confronti dei migranti che vi sono ospitati. La situazione non è migliorata.
Persino le famiglie ospitate nella chiesa delle Giachette testimoniano di pratiche vessatorie, schiaffi da parte dei mediatori, ordini e divieti quotidiani, come quello di condividere il poco cibo che gli viene dato o una coperta con gli amici che dormono in strada.
Particolarmente agghiacciante è la notizia del ripristino dell’ordinanza sindacale che vieta di distribuire cibo e acqua ai migranti, pena una multa e l’identificazione. Questo provvedimento razzista, firmato dal sindaco Ioculano nell’estate 2015, e che nei mesi invernali ha affamato centinaia di persone che vivevano tra la strada, la stazione e la spiaggia di Ventimiglia, era stato revocato all’inizio di questa primavera, a seguito della pressione di solidali e cittadini, che avevano scelto di disobbedire a questa follia e continuare a condividere cibo e momenti di incontro coi migranti. Adesso il ritorno di questo divieto totalmente inumano, porta ad un ulteriore aggravamento della situazione per coloro che rifiutano di stare nel centro della CRI, e all’ennesima criminalizzazione della solidarietà con le persone in viaggio.
La repressione nei confronti di chi cerca di mantenere l’attenzione vigile, denunciando le pratiche violente della polizia, le continue vessazioni e l’assurda brutalizzazione delle persone che arrivano al confine chiedendo dignità e libertà, si rafforza giorno dopo giorno.
Nell’ultima settimana i solidali presenti sul territorio hanno ricevuto una sessantina tra espulsioni dall’Italia, fogli di via e violazioni di fogli di via. Testimoni di quello che accade, proseguiamo nella raccolta di informazioni, dati, racconti e incontri. Migranti e solidali non arretrano di un passo, perchè la Storia impone scelte e prese di responsabilità: mollare sarebbe criminale. In un momento così critico e preoccupante, chiediamo a chiunque voglia opporsi a quanto sta accadendo di venire qui, e unirsi agli occhi, alle orecchie e alla voce di chi rifiuta di restare in silenzio davanti alla normalizzazione di questo orrore”.

 

4 COMMENTI

  1. Sindaco rasistaaaaaa! Dovete ………………… dai negri e dagli immigrati vari che vi piacciono tanto, pezzi ………………….. traditori della patria!

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